Instagram, se gli influencer non influenzano più come prima

Un’analisi evidenzia l’ormai bassissimo coinvolgimento dei follower, in calo nell’ultimo triennio e specialmente nei post sponsorizzati. Fine di un’era o ‘selezione naturale’?di SIMONE COSIMI

INFLUENCER, influencer ovunque. Eventi, anteprime, appuntamenti speciali ma anche fenomeni più o meno bizzarri – c’è perfino l’influencer sudafricana Belle Delphine che vende l’acqua in cui ha fatto il bagno alla modica cifra di 30 dollari per 20 centilitri – o (in)sensati. Sui social network l’evoluzione della specie è stata così rapida e diversificata che ormai se mancano gli influencer un qualsiasi evento o lancio di un nuovo prodotto sembra destinato a fallimento garantito. Peccato che gli effetti di chi ha molti follower sui social, in particolare su Instagram, non sembrino essere – a conti fatti – troppo esaltanti per chi li paga profumatamente. Più moda che sostanza, forse.

Così, almeno, sembrerebbe sentenziare un’indagine firmata da Mobile Marketer sulla base di dati InfluencerDB secondo la quale le timeline di Instagram, cioè le bacheche su cui scorrono le foto e i video, sarebbero talmente affollate di post sponsorizzati – così intendendo anche quelli legati a eventi, prodotti o servizi promossi dagli utenti più popolari dietro accordi di vario genere con i brand – da non riuscire più a sfondare l’attenzione degli utenti. Insomma, c’è un traffico bestiale e i follower sembrerebbero essersi “raffreddati”. Secondo l’analisi, infatti, l’engagement di quel tipo di contenuti sarebbe in calo. Anzi, navigherebbe su livelli minimi. Ruoterebbe intorno al 2,4% dal 4% di tre anni fa. Per l’azienda engagement significa numero di cuoricini raccolti da un post rapportati alla cifra totale dei follower di un determinato account. Soglie davvero molto basse.

Instagram, se gli influencer non influenzano più come prima

Gli #sponsored post, i contenuti sponsorizzati o pubblicitari – per i quali diversi garanti della concorrenza e del mercato hanno nei mesi scorsi ripreso gli influencer più popolari, è accaduto anche con l’Agcom italiana nell’estate del 2017 – non sembrerebbero funzionare poi troppo. Fra i travel influencer, per esempio, tipicamente quelli di maggior successo con i loro affascinanti giri del mondo che non finiscono mai e i panorami mozzafiato pubblicati a cadenza quotidiana, quel tasso è sceso al 4,5% dall’8% del 2018. Qualcuno, non a caso, si sta chiedendo se non ci siamo stufati di invidiare scatti supercool di qualche paradiso tropicale al lunedì mattino in ufficio o immaginare schiere di gente che gira il mondo senza meriti ben precisi o qualità evidenti.

L’aspetto curioso è tuttavia un altro. Sembra infatti che gli influencer dal seguito più ridotto, chiamiamoli ‘microinfluencer’ da poche migliaia di follower, se la cavino meglio in termini di coinvolgimento dei propri seguaci. Chissà, forse perché riescono a seguire in modo più attento la community. Se quel tasso è infatti di appena il 3,6% fra chi vanta oltre 10mila follower, che su Instagram è la soglia base per poter attivare una serie di servizi aggiuntivi come lo swipe-up con i link, sale invece al 6,3% per quelli che contano fra 5 e 10mila affezionati e all’8,8% per chi sfoggia cifre più basse, fra mille e 5mila fan.

Forse è il segnale che quel genere di approccio ha ormai saturato Instagram, e infatti alcuni osservatori notano come – da TikTok in giù – sia forse il momento, per chi intende vivere di questo tipo di popolarità, di scavare su altre piattaforme per cercarsi un nuovo pubblico e soprattutto una quota di attenzione e reale coinvolgimento. Che poi, più del numero assoluto dei follower, costituiscono la più preziosa materia prima da rivendere ai brand quando si organizzano campagne pubblicitarie o simili operazioni di marketing digitale.

I numeri dell’analisi si riferiscono al primo trimestre del 2019, quindi è probabile che possano subire dei cambiamenti, ma la tendenza appare chiara. Non tanto per le megastar e le celebrità da milioni di follower quando per chi coltiva un’audience più ristretta ma pur sempre significativa e grazie alla quale vive o spera di farlo. Fra l’altro, le cifre si ampliano se si considerano i post non sponsorizzati: si scende all’1,9% dal 4,5% dello stesso periodo di riferimento. Dopo gli influencer che si occupano di viaggio, i cali più corposi sembrano essere legati ai personaggi che si occupano di bellezza, moda, cibo, stile di vita, sport e fitness. Il tutto considerando anche il tasso di affollamento, che rende ancora più complesso coinvolgere gli utenti. Del totale degli influencer analizzati, infatti, il 5% posta di viaggi, il 7% di bellezza, il 12% di cibo e il 25% di moda.

Difficile dire se si tratti della fine di una breve era che ha illuso una generazione di poter vivere di belle foto e qualche consiglio (spesso a pagamento) o se si tratti di una fase di ‘selezione naturale’ dopo la quale il quadro tornerà a stabilizzarsi. E i tassi di coinvolgimento a salire. Moltiplicazione degli account, veri o aspiranti tali, calo della fiducia, imbottigliamento delle bacheche, ancora poca chiarezza nella gestione delle proprie attività commerciali (tanto che in Gran Bretagna è stato deciso che sopra i 30mila follower occorre rispettare le regole pubblicitarie tradizionali, per esempio quella che vieta alle celebrità di promuovere farmaci e medicinali): probabilmente un mix di questi fattori ha condotto ai numeri di una scena che sembra essere a un passo dal mutare forma.

Cristiano Malgioglio si scaglia contro gli influencer

La star torna a far parlare di sè, al centro delle discussioni

Cristiano Malgioglio sa di poterselo permettere, sa cosa può fare e cosa no, quando e come. Il famoso cantautore torna a far parlare di sè e questa volta lo fa sfogandosi su Instagram contro gli influencer. Non fa mai mancare il suo parere, quando c’è da commentare una notizia, una novità anche inaspettata non si tira indietro.

Adesso il commento è arrivato a proposito del nuovo aggiornamento di Instagram che non permetterà di visualizzare i like sotto le foto degli utenti. Tutto ok fin qui, almeno per noi e per Cristiano Malgioglio che si scaglia invece scontro Chiara Ferragni e chi come lei.

Proprio Chiara Ferragni infatti ha subito informato di essere triste e preoccupata, non si sa ancora il motivo. Così Malgioglio attraverso i suoi modi ironici e piuttosto diretti ha voluto dire cosa ne pensa scatenando un sorriso ed una risata nei follower. Chi lo segue non aspetta altro, divertimento puro attraverso uno smartphone. La frecciatina che ha lanciato è stata la seguente:

“E ora come faranno quelli che hanno comprato i like?”

Ha preso spunto da una pagina di Instagram che si chiama Trash Universale. Sono in tanti ad acquistare follower, influencer e non soltanto. Lo si fa per cercare di diventare sempre più popolari pur non facendo nulla. La domanda che si pone Cristiano Malgioglio, è come faranno tutti quelli che fino ad ora hanno acquistato finti like da qualunque Nazione, anche dove non sono nemmeno conosciuti. Ovviamente secondo loro è un’idea geniale, secondo Instagram pure ma ecco arrivata la soluzione. (Continua dopo la foto)

Risultati immagini per Cristiano Malgioglio

Cristiano Malgioglio grande amicizia con Paris Hilton

Malgioglio può permettersi di parlare, perchè dice che non si sente di far parte di questa categoria e mai entrerà in un gruppo del genere. I like che arricchiscono sono quelli veri, arricchiscono anche l’anima, rendono ricchi dentro e fuori. Tutto merito, non soltanto soldi. Così ha ringraziato tutti i follower che lo sostengono e continuano a sostenerlo anche adesso.

Il suo video ha raggiunto tantissimi like e grandi soddisfazioni, d’altronde Cristiano è Crisitano. E’ tanto grande che addirittura Paris Hilton impazzisce per lui. Si sono incontrati soltanto una volta a Domenica Live, da Barbara D’Urso. L’ereditiera, spesso posta e riposta i video di Malgioglio dandogli grandi soddisfazioni.

Insomma il nostro vip è un grande vip, conosciuto ovunque anche all’estero. Una soddisfazione anche per noi che siamo consapevoli di avere partorito una first lady.

Ci siamo stancati degli influencer?

L’engagement dei profili da milioni di follower non è più quello di qualche anno fa: funzionano meglio quelli piccoli, ma ora Instagram pensa a togliere i like.

l novembre dello scorso anno, il New York Times riportava una tendenza che su Instagram aveva preso piede già da un bel po’, e cioè quella dei fatidici “nano influencer”, profili con poche migliaia (a volte centinaia) di follower con i quali, però, avevano instaurato un proficuo rapporto. Proficuo soprattutto in termini di engagement, ovvero nella misura del coinvolgimento sui post e nelle Stories pubblicati. I profili “nano” riescono comprensibilmente a interagire molto meglio con chi li segue, a rispondere alle domande sia nei messaggi privati che nei commenti o nelle Stories – niente “Scusate ragazzi i miei dm sono bloccati #sorry”, insomma – e, di conseguenza, quando sponsorizzano un prodotto ottengono spesso degli ottimi risultati. I loro follower si fidano di loro e, in quel gran supermercato che è oggi Instagram, accettano di buon grado i loro consigli, perché considerano la loro opinione rilevante. Li ritengono ancora “autentici”, come direbbe un esperto di marketing.

Quella tendenza è oggi confermata anche da uno studio di Mobile Marketer che sta facendo molto discutere gli addetti ai lavori, secondo cui il livello di engagement dei post sponsorizzati sulla piattaforma delle immagini è calato dal 4% dei primi tre mesi del 2016 al 2,4% nello stesso periodo del 2019, mentre sui post non sponsorizzati si è passati dal 4,5% del 2016 all’1,9% del 2019 (sempre sullo stesso periodo). Secondo InfluencerDB, «Il tasso di coinvolgimento degli influencer di Instagram con almeno 10.000 follower è stabile intorno al 3,6% in tutto il mondo. Gli influencer con 5.000-10.000 follower, invece, hanno un tasso di coinvolgimento del 6,3% e quelli con un seguito da 1.000 a 5.000 hanno l’engagement più alto, all’8,8%». Gli influencer hanno smesso di influenzare, come titola ironicamente Dazed & Confused? Non proprio, ma qualcosa nello scenario – e nei rapporti tra i consumatori/follower, i marchi e le persone che questi ultimi scelgono per farsi pubblicità – sta certamente cambiando.

Nell’ultimo anno, l’engagement è infatti calato per tutte le categorie di influencer (in media, dall’8% del 2018 al 4,5% del 2019), anche per quelli che solitamente si occupano di viaggio e che notoriamente possono contare su un seguito più nutrito e partecipato. Il calo (che non è drastico, ma c’è), per InfluencerDB si estende anche a chi si occupa di beauty, moda, cibo, sport e potrebbe denotare, più che un’inversione di tendenza, un riassestamento degli equilibri. Lo conferma anche l’Insights 100 Global Brands di Launchmetrics, pubblicato su Il Sole 24 Ore. L’indice, che si riferisce al periodo tra l’1 gennaio e il 31 maggio 2019, raccoglie 100 marchi (20 per settore tra moda mass market, moda alto di gamma, gioielli, cosmetici di fascia alta e non) e analizza le loro performance in base al Media impact value (Miv) raggiunto. Lo studio rileva come la quota di impatto raggiunto dagli influencer nel settore del lusso non vada oltre il 13% (il 68% rimane ai media tradizionali), mentre nel settore del mass market è pari al 32,35%, secondo solo ai media (37,3%): nel campo della moda, insomma, gli influencer sembrano generare valore solo quando si tratta di sponsorizzare marchi di fascia medio-bassa. Vanno benissimo, invece, i profili che trattano argomenti di beauty – si guardi, in Italia, al successo dell’Estetista Cinica – sia per prodotti di lusso che per quelli accessibili.

Per chi se lo stesse chiedendo, Chiara Ferragni è ancora tra i primi posti quando si parla di influencer del lusso (il suo Miv è di 7 milioni di dollari tra gennaio e maggio 2019), ma nelle altre categorie (soprattutto fra chi si occupa di make-up e affini) ci sono profili che macinano sei volte tanto. Certo, si tratta di prodotti più accessibili e, in qualche modo, più affini alla natura “istantanea” di un mezzo come Instagram, ma ciononostante sono dati su cui vale la pena riflettere. Sia in termini di strategia per i marchi – cosa determina oggi una campagna di successo? Vale sempre la pena di puntare sugli influencer tralasciando i vecchi canali? – sia per studiare i cambiamenti degli utenti-consumatori. Non è un caso che Instagram stia pensando di togliere i like: la sperimentazione è già partita in 7 Paesi (Australia, Brasile, Canada, Irlanda, Italia, Giappone e Nuova Zelanda) e sembra voler disinnescare quella “dipendenza” dai cuoricini che si è rivelata micidiale per la nostra salute mentale. In realtà, in molti hanno fatto notare come l’eliminazione dei like vada a sovvertire il gioco dell’engagement più o meno spontaneo (che, come abbiamo visto, privilegia i profili con un numero di follower contenuto) e favorisca invece, per farla breve, i post sponsorizzati. Esattamente com’è successo agli editori su Facebook, anche i “creatori” di contenuti su Instagram dovranno pagare se vogliono guadagnare più visibilità sulla piattaforma.

Osservando lo stato delle cose da un altro punto di vista, infine, potremmo anche dedurre che – forse – abbiamo iniziato a stancarci di tutta questa aspirazionalità (persone sempre felici, indaffarate, accessoriate, in movimento) e, come suggerisce Rosie Spinks su Quartzy, quasi quasi rimpiangiamo i tempi in cui seguivamo personaggi, spesso fittizi, che non ripetevano costantemente quanto la loro vita fosse bella. Delle icone sconclusionate e nullafacenti degli anni Novanta – come Wynona Rider e Ethan Hawke in Giovani, carini e disoccupati – abbiamo già recuperato appieno i look, ora è arrivato il momento di riscoprirne anche l’attitudine verso la vita.

Instagram nasconde i like, influencer a caccia di nuove strategie di marketing

L’azienda punta a depotenziare le “metriche della vanità” e a promuovere contenuti più di qualità. Ma gli analisti temono che questa strategia possa far aumentare il numero di post a pagamento sponsorizzati dai grandi brand

l battito di ali di una mosca in America può causare una tempesta nel resto del mondo. Soprattutto se a battere le ali è Instagram, la piattaforma che “muove” gli influencer del pianeta e molti marchi, dalla moda al lifestyle per non parlare del cibo, sport, automobilismo e mille altri settori che vivono di condivisioni e follower ma soprattutto di like. I cuoricini di Instagram che adesso l’azienda, in un esperimento che mercato dopo mercato si sta diffondendo in tutto il mondo, sta nascondendo, rivoluzionando il modo di vivere di migliaia di influencer. Quali strategie per riuscire a muoversi in questo nuovo mondo senza più like “espliciti”?

Per gli influencer, o per le persone che lavorano con i marchi per promuovere servizi o prodotti sui social media, questo significa un continuo allontanamento dalle “metriche sulla vanità” – come vengono definiti i conteggi dei like e dei follower – e verso le vendite effettive.
Instagram di proprietà di Facebook ha dichiarato che ad aprile avrebbe avviato il test come un modo per creare “un ambiente meno sotto pressione” sull’app. Gli utenti che fanno parte del test sono in grado di guardare chi ha messo un like al proprio post, ma non il numero di quanti hanno ricevuto il like di qualcun altro, un modo – ha detto il capo dell’azienda Adam Mosseri – per far sentire Instagram meno “come una competizione”.

Un ambiente più “sano” potrebbe effettivamente essere il risultato di un cambiamento come questo. Ma gli esperti di marketing dicono che i cambiamenti potrebbero anche incentivare ulteriormente i marchi a chiedere il supporto di media a pagamento dietro i post degli influencer, e anche a concentrarsi su Instagram Stories, i video e i post fotografici che sono trasmessi solo su Instagram.

Il potenziale cambiamento potrebbe anche significare che il contenuto che viene postato da un influencer dovrà diventare di qualità superiore, dal momento che gli utenti non saranno in grado di basarsi sulla quantità di “Like” che i loro post ricevono quando un brand comincia a lavorare con loro. Gli inserzionisti saranno comunque in grado di vedere il numero di follower di un influencer, ma questa metrica non significa più molto per capire quanto sia effettivamente attivo ed attivato il pubblico di un influencer.

L’agenzia di marketing Obviously ha condotto un’indagine sugli influencer canadesi dopo che il test sui “like” di Instagram ha iniziato a diffondersi in quel paese. Dei poco più di 100 influencer che hanno risposto, il 62% ha dichiarato di trascorrere la stessa quantità di tempo sui contenuti e ha citato il test come un elemento positivo per fare contenuti di alta qualità.

Ryan Detert, CEO della società di marketing Influential, ha detto che il cambiamento potrebbe avere l’effetto di prosciugare l’economia per i “like” fraudolenti su Instagram, poiché non sarebbero più preziosi quando si tratta di mostrare il coinvolgimento del pubblico su un marchio. Ma Detert sostiene anche che per la clientela della sua azienda, l’engagement non è più da tempo una priorità. Influential lavora con marchi come Pepsi e McDonald’s.

«Nell’ultimo anno e mezzo – ha detto Detert – c’è stato un processo educativo profondo: i clienti hanno quasi completamente abbandonato l’idea che i tassi di coinvolgimento siano il pezzo più importante delle campagne. Adesso è considerata una cosa positiva da avere ma non fondamentale».

Detert sostiene che le campagne che la sua azienda sta facendo con i clienti sono più focalizzate sulla misurazione delle effettive vendite online o in negozio guidate da post di influenza. Gli strumenti possono aiutare i brand a determinare se fare clic su un post di Instagram per convertirsi in una vendita online effettiva o se un consumatore vada effettivamente a comprare quel prodotto in un negozio fisico.
Secondo Detert la società sta facendo molto con “media pagati”, il modo di dire del settore per riferirsi a qualsiasi post in cui un brand paga per avere una esposizione più ampia e con capacità di targeting e misurazione maggiori.
A giugno Instagram ha fatto sapere che è in corso un cambiamento che consentirà agli inserzionisti di promuovere i post degli influencer. Prima di questo, i brand potevano anche pubblicare contenuti di influencer semplicemente pubblicando contenuti sulla propria pagina o pubblicandoli su altri account di terze parti.

Bob Gilbreath, direttore generale di Ahalogy, società di marketing dei social media, ha dichiarato che più marchi e agenzie stanno pagando e questo ha sostanzialmente spinto Instagram a spostare il suo obiettivo e le sue metriche per quanto riguarda le attività degli influencer. «Se tutti si avvicinano a questo modello a pagamento, Instagram guadagna in proporzione sempre di più e quindi gli conviene farlo emergere sempre di più».

Tim lancia il servizio 5G: si parte da Roma, Torino e Napoli: Enrico Fresolone – GSM Shop

Entro fine anno abilitate altre sei città. Le offerte dedicate a famiglie e imprese. Garantita alta connettività nelle aree grigie e zone turistiche. Pronti tre modelli di telefonini. Offerta retail da 29,99 e 49,99 euro al mese: Enrico Fresolone – GSM Shop

Tim lancia il servizio 5G a Torino, Roma e Napoli, le città nelle quali era già partita la sperimentazione. Per famiglie e imprese sarà possibile quindi acquistare un telefonino abilitato alla nuova tecnologia e accedere alle possibilità che la telefonia mobile di nuova generazione apre. Sono tre le aziende produttrici di telefoni già attrezzate per il 5G: i modelli disponibili sul mercato sono Samsung Galaxy S10, Xiaomi Mix3, Oppo Reno (le offerte commerciali di Tim prevedono opzioni da 29,99 euro al mese o 49,99 euro al mese, con 10 euro aggiuntivi è possibile acquistare anche il telefonino).

L’ad Gubitosi: «Stiamo programmando il futuro»
«Il 5G consente di cambiare le vite in meglio, ci sono grandi potenzialità, ma bisogna capire come cambiare e questo è un percorso che richiederà tempo- ha commentato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi – Stiamo preparando il futuro, ma non è ancora pronto». Il 5G nasce come tecnologia per le attività produttive, anche se nel mondo imprenditoriale la connettività ad alta velocità è già una realtà con la fibra ottica. «L’innovazione portata dalla nuova connessione mobile è quella di fornire la stessa qualità di connessione della fibra, ma senza dover utilizzare i cavi che rappresentano un limite o un ostacolo non indifferente in molte attività – ha spiegato Lorenzo Forina, Chief revenue officer di Tim-. Per il cliente retail in questa fase iniziale il 5G ha un ruolo importante per garantire elevata connettività nelle aree non raggiunte dalla fibra».
Enrico Fresolone – GSM Shop

Rivoluzione nella medicina, il luminare arriva vicino a casa
In alcune attività, come la telemedicina, altri aspetti sono cruciali. «La riduzione della latenza e la possibilità di connettere le persone alle cose e al cloud rappresentano un valore aggiunto cruciale», ha detto Carlo Nardello, Chief strategy, customer experience & transformation officer dell’azienda telefonica. Questo significa che il comando remoto di un medico che attraverso una consolle teleguida un robot in un intervento chirurgico ha un’esecuzione in tempo reale e non a scoppio ritardato. È quanto ha spiegato il cardiochirurgo Francesco Musumeci, protagonista dello spot emozionale per il lancio dell’iniziativa. «Il 5G consente alla medicina di fare un grande salto avanti – ha detto – Non ci saranno più centri sanitari di serie A o di serie B, ma avremo standard di qualità elevati applicabili ovunque». Per il cliente retail, in questa fase, il valore aggiunto portato dal 5G è la possibilità di avere la stessa connettività della fibra in aree del paese nelle quali questa non arriva oppure nelle località di villeggiatura, dove non si hanno gli stessi confort dell’abitazione principale. E ancora: per gli appassionati, la nuova tecnologia consente di avere a casa la realtàvirtuale o immersiva, per cui è possibile vivere un’esperienza virtuale interattiva con un’altra persona collegata da un altro luogo o visite culturali virtuali. E poi il cloud gaming, con la possibilità di giocare in streaming anche in mobilità.

Entro il 2021 coperte 120 città 
Tim ha annunciato la tabella di marcia per l’implementazione della copertura nel paese. Entro l’anno è previsto il lancio del servizio in altre sei città: Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari. Entro il 2021 saranno 120 le città coperte, 200 le destinazioni turistiche, 245 distretti industriali e 200 progetti specifici per le grandi imprese. È previsto il roaming in sei paesi, iniziando già da luglio con Austria, Gran Bretagna, Svizzera, per poi proseguire con Spagna, Germania, ed Emirati Arabi. A proposito dello sviluppo della rete, Forina ha annunciato che Tim ha avviato una gara per selezionare i partner tecnologici che realizzeranno l’infrastruttura (quella già installata è stata fatta con Nokia e Ericsson). «Siamo in fase di completamento di una gara – ha spiegato Forina – e stiamo cercando quelli che offrono la miglior qualità e sicurezza al miglior prezzo. In ogni caso ci muoveremo in coerenza con il decreto sul golden power». Il decreto che individua le infrastrutture strategiche del paese e fissa i criteri per garantirne la sicurezza (vedi la questione degli ipotetici rischi di violazione della rete in caso di coinvolgimento della cinese Huawei) però non è ancora entrato in vigore. Certo, se i tempi fossero ancora lunghi difficilmente il mercato resterebbe lì fermo ad aspettare.

fonte sole 24 ore

Il thriller/black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini prosegue il tour di anteprime estive: domani, 14 Luglio ore 21 al Cinema La Perla a Napoli.

In attesa della sua uscita ufficiale nelle sale cinematografiche, a partire dal 22 Agosto 2019 distribuito da Ahora! Film, il thriller/black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini prosegue il proprio tour di anteprime estive.

Alla presenza del regista, degli attori Enzo Garramone, Noemi Maria Cognini e del cantautore Felice Romano, che nel film esegue il brano E poi la fine, il 14 Luglio 2019, infatti, verrà proiettato alle ore 21.00 a Napoli presso il N’ato Cinema – Ex base NATO – Arena estiva Cinema La Perla, come evento sostenuto e promosso da:
– Donne per il sociale onlus
– Arcidonna Napoli onlus
– Centro Studi donna comune di Napoli
– Delega Pari opportunità comune di Napoli

Il lungometraggio, con protagonista la due volte vincitrice del David di Donatello Antonia Truppo, qui in inedite vesti di psicopatica, include nel cast Annalisa Favetti, Stefano Ambrogi, Denny Mendez, Enzo Garramone, Pino Ammendola, Alessandro Bressanello, Hassani Shapi, Aaron T. Maccarthy, Luca Lobina, Noemi Maria Cognini e Luca Romano. 

La colonna sonora del film è stata curata dal compositore Marco Werba che ha registrato i brani con l’orchestra sinfonica della Bulgaria.

Pop Black Posta è ambientato in un luogo piuttosto inusuale: un ufficio postale. L’ufficio postale è diventato, infatti, negli ultimi anni, un luogo stravagante, caratterizzato nell’immaginario collettivo da un servizio poco accurato, da lungaggini burocratiche, file interminabili, macchinari obsoleti, personale frustrato e, non ultimo, a rischio di rapine. All’interno del film viene ricreato questo luogo immaginario, ma non lontano dalla realtà e caratterizzato da un’atmosfera claustrofobica e decisamente sopra le righe.

Sinossi:Alessia (Antonia Truppo) è un’impiegata di una piccola posta di provincia che, in un giorno qualunque, prende in ostaggio cinque persone e le obbliga a confessare vari crimini commessi. I cinque, un pastore di una chiesa evangelica (Hassani Shapi), una latinoamericana (Denny Mendez), un ragazzo del Sudan (Aaron T. Maccarthy), una bionda elegante (Annalisa Favetti) e un signore grasso apparentemente tecnologico (Alessandro Bressanello), dovranno difendersi da loro stessi e dagli errori compiuti, cercando di  sopravvivere e di compiacere Alessia, che, nella sua follia, è pronta ad ucciderli per vendicare il suo passato.

Il prossimo appuntamento con le anteprime di Pop Black Posta sarà a Samassi, in Sardegna.

A questo link è possibile visionare il trailer del film: 
https://www.youtube.com/watch?v=JNFERCX-uT4&feature=youtu.be

Di seguito alcuni Partner che hanno collaborato al film POP BLACK POSTA: Phonopress, Finstal , SicurItalia, Vimar, Signor Peperoncino,  Zorzi, Leader Form/Extreme printing, Residence All’Adige, Agec, Verona Film Commission, Fondazione Arena di Verona,  Mibac, Regione Veneto, Comune di Verona, Regione Lazio, Reel One, Sud Sound Studios.

Le Stelle tornano a danzare sotto il cielo di Roma! Trionfo per la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup al Rome Cavalieri Waldorf Astoria

Ph. Matteo Pizzi

Lo sfavillante mondo del ballo latino americano protagonista nell’estate della Capitale con la seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup, andata in scena nella serata di sabato 29 giugno 2019 nell’elegante cornice del Rome Cavalieri Waldorf Astoria.

Gaynor Fairweather MBE, star assoluta nel mondo delle danze latino americane e suo marito Mirko Saccani, il più grande coreografo della disciplina, sono tornati a far danzare la Capitale con l’attesissima seconda edizione dell’affascinante manifestazioneche, dopo il successo dello scorso anno, ha attirato il crescente interesse di numerosi VIP, della stampa e di un pubblico sempre più vasto ed attento.

Ph. Matteo Pizzi

Un’atmosfera davvero unica ha accolto gli ospiti dell’evento che hanno posato per le foto di rito a fianco dei numerosi VIP presenti tra i quali Tony Renis in compagnia della moglie Elettra MoriniEnrico Lo VersoVeera KinnunenDanilo Brugia in compagnia di Alessia IzzoAnastasia Kuzmina, Pablo Daniel Osvaldo, Manuela Maccaroni, Branko Tesanovic, Luca Favilla, Lidia Schillaci e Daniel Nilsson.

Innumerevoli selfie e dirette social hanno condiviso i meravigliosi momenti della seconda edizione della Gaynor Fairweather Cup, strutturata quest’annocon un format leggermente aggiornato rispetto alla prima edizione. La gara, che ha assegnato l’ambito trofeo, è stata preceduta in questa occasione dall’esibizione di elegantissime business women, autentiche appassionate di danza che si sono cimentate in un applauditissimo Pro-Am Show, sfidandosi poi in un’appassionante Pro-Am Competition che ha visto l’affermazione di Natalia Poluychik in coppia con Roman Kovgan. Dietro di loro Joanna Wargala con Oskar Dziedzic, seguiti da Elena Bikuzina che ha ballato con Anton Goncharov, da Svetlana Mishina in coppia con Ilya Sizov e da Daniela Nardini con Andrea Evangelista.

Il Team organizzativo della GFC ha saputo replicare e moltiplicare le indimenticabili emozioni della prima edizione, grazie anche alla partecipazione di importanti partner come Paola Tienforti, titolaredel Brand Paola T, Main Supporter di questa seconda edizione.

Altri prestigiosi partner come Di Minno ShoesAntonio Maria ArbuesChrisanne CloverMy BoutonniéreTosetti Uomo e Bibenda,insieme a Paola T, hanno realizzato ed offerto i premi per i vincitori ed i preziosi gadget donati ai VIP ed agli ospiti, supportando l’organizzazione, magistralmente orchestrata da Cinzia Saccani, nella riuscita di questa manifestazione dell’allure internazionale e cosmopolita.

Tiziana Amorosi d’Adda, ha coordinato il gruppo di lavoro che ha realizzato le suggestive scenografie dell’evento, grazie alla collaborazione di Francesca Neri e di Festa LTL. La silhouette stilizzata di Gaynor Fairweather MBE – star assoluta nel panorama mondiale della danza, 16 volte campionessa del Mondo di Danze Latine Americane –  è stata l’elegante elemento grafico protagonista dei raffinati allestimenti in bianco e oro, dei segnaposto personalizzati e, perfino dei confetti che hanno idealmente festeggiato la protagonista, creando il raffinato fil-rouge che ha contraddistinto questa entusiasmante, seconda edizione della gara a lei dedicata.

Ph. Matteo Pizzi

Il momento clou della serata, magistralmente condotta da Stefano Oradei,  ha visto in gara le più importanti coppie del mondo della categoria amatori di danze latino americane che si sono sfidate sui ritmi standard di gara, in un appassionante contest che ha coinvolto ed estasiato gli ospiti con passi complicatissimi e pose sensuali ed eleganti che hanno accompagnato il raffinato Gala Dinner con un menù stellato di prelibatezze di mare, realizzate per l’occasione dagli chef del Rome Cavalieri, chiuso degnamente dal tiramisù rivisitato dal Pastry Chef Dario Antonio Nuti.

La prestigiosa giuria composta da Caterina Arzenton, Paulina Kazachenko, Veera Kinnunen, Nancy Berti, Andrei Mosachuk e Debby Posti, ha decretato la vittoria della coppia danese formata da Sam Shamseili & Liza Lakovitsky che ha avuto la meglio sulla coppia statunitense formata da Tal Livshitz & Ilana Keselman tra gli scatti fotografici di Walter Karuc che ha immortalato questa riuscitissima seconda edizione dell’appuntamento più importante per le danze latino americane a Roma.

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Chono’Sound: primo incontro organizzato da DiamonDiamond per gli appassionati di orologeria

ph. Carlo Piersanti

Il Centro Assistenza Orologi della DiamonDiamonD ha organizzato lo scorso 26 giugno, nella sede di Roma, Via della scrofa 73, il primo di una serie di incontri riservati alla clientela e agli appassionati di orologeria.

Quello che differenzia tra loro gli “incontri” DiamonDiamonD – che hanno generalmente cadenza mensile – sono i protagonisti: ogni loro evento ha infatti come tema un pezzo unico della loro collezione. Questa volta hanno deciso di dare risalto agli orologi e ai clienti amanti appunto dell’orologeria.

L’idea del Chrono’Sound nasce dalla passione di Andrea Falcioni per gli orologi rari e preziosi e dall’esperienza del mastro orologiaio Roberto Seghetti.

Musica classica (Sogno – di F. P. Tosti e Caro mio ben – T. Giordani) grazie ad un eccellente tenore, Paolo Anziliero, drink di benvenuto servito all’entrata ad ogni ospite ed un’atmosfera piacevole ed elegante; sono stati questi gli “ingredienti” di un pomeriggio all’insegna del lusso perfettamente organizzato e ben riuscito.

Erano presenti Andrea Maria Ratti, gemmologo e esperto di orologi; Giulia Ciprianidell’amministrazione e contabilità; Massimo Giammarco responsabile della segreteria generale e dell’amministrazione, oltre al collaboratore Nicola Galuppo.

Molti gli ospiti che hanno preso parte all’evento, come Roberto Luigi Mauri – attore -, Francesca ToscanelliSabina CiardiSimone PellegriniJoseph Tachè e Luca Muccichini.

Tantissime le persone curiose di conoscere come preservare la bellezza ed il valore di ogni orologio.

Per esempio, gli orologi meccanici e al quarzo con movimenti a carica automatica e manuale dovrebbero essere sottoposti ad assistenza ogni cinque anni. Le batterie hanno una durata di vita di due o tre anni e devono, quindi, essere sostituite a intervalli più ravvicinati da un Centro Assistenza.

– Gli orologi a carica manuale dovrebbero, idealmente, essere caricati ogni mattina per ottimizzare la perfetta funzionalità del movimento e per ridurre i rischi dovuti agli urti e ai cambiamenti di posizione.

– I movimenti automatici vantano una riserva di carica che va dalle 38 alle 48 ore (ad eccezione dei modelli speciali). Se l’orologio è rimasto inutilizzato o ha smesso di funzionare, può essere caricato manualmente con pochi delicati giri della corona finché non riprende a funzionare.

– L’impermeabilità degli orologi è garantita dalle guarnizioni che impediscono all’umidità e alla polvere di penetrare. Consigliamo di far controllare l’impermeabilità dell’orologio il controllo richiede solo pochi minuti.

Ricordiamo che la rinomata azienda di diamanti e gioielli DiamonDiamonD nasce nel 2015 dalla passione per il mondo delle gemme preziose ed ha acquisito nel tempo un’esperienza che li ha fatti diventare una delle aziende leader del settore. Il raffinato showroom aperto al pubblico ha sede nel palazzo storico di Sant’Apollinare, a pochi passi da Piazza Navona e dal Pantheon, in una delle vie più antiche e suggestive della Città Eterna, via della Scrofa.

UN’ESTATE…A COLORI! DA PALAZZO FERRAJOLI ALLA GIOSTRA: I PROSSIMI EVENTI DOVE MI VEDRETE NEL MESE LUGLIO.

Appena rientrata da Formentera, Daniela Rosati torna nella Capitale per non perdersi le prossime tappe di moda cinema e spettacolo.

Una settimana fa, il 3 luglio, ha partecipato a LAF19 come pubblico-ospite a Palazzo Ferrajoli. Com’è stato, Daniela, assistere a questa kermesse? Si trattava di una sfilata collettiva international fashion designers, un evento di ALTAROMA. Numerosi stilisti dal Brasile, Cuba, Ecuador, Messico…E’ stato davvero bello; una manifestazione ben curata dagli organizzatori e pubblicizzata a dovere dall’ufficio stampa della manifestazione. Il giorno seguente, 4 luglio, la location si trasformava in uno showroom ed in questa cornice così esclusiva lo spazio espositivo accoglieva, oltre ai fashion designer della sfilata, molti altri dall’Italia, dalla Croazia e dall’Ecuador con le Capsule Collection 2020.


Qual’è e dove si svolgerà il prossimo evento a cui prenderai parte?Assisterò l’11 luglio all’apertura del RomAfrica FILM FESTIVAL – Perchè l’Africa C’è presso l’Accademia d’Egitto, a Roma. Si tratta di una delle più interessanti e peculiari manifestazioni riguardanti il cinema, giunta ormai alla quinta edizione: un festival del cinema africano per far conoscere l’Africa attraverso il grande schermo e portare a Roma il meglio della produzione cinematografica continentale. 25 ore di proiezione previste, articolate su quattro giornate e comprendenti 10 lungometraggi, 22 cortometraggi e 1 documentario per un totale di 12 Paesi coinvolti. Prevedo che sarà davvero una bella esperienza!


Dove ti vedremo nella seconda metà del mese, precisamente il 17 luglio? Senza dubbio mi troverete in prima fila ad assistere all’appuntamento più cool dell’estate in fatto di eleganza e stile. Sto parlando di Arte & Musica, un evento che porta la firma del suo direttore artistico l’hairstylist Michele Spanò e che quest’anno avrà come prestigioso “teatro di posa” la GIOSTRA via Guido Reni 7, una location del panorama romano veramente unica. L’organizzazione sarà impeccabile come sempre dall’accuratissima coreografia fino alle sorprese della serata e naturalmente gli ospiti, tutti personaggi di spicco provenienti dal mondo della tv, della cultura, del cinema e dello spettacolo. Manca una settimana…Già non vedo l’ora che arrivi mercoledì!

L’HAUTE COUTURE TOSETTI ACCANTO ALL’ALTA MODA DELL’800: SABATO SCORSO, UNA SERATA UNICA

Monica Gabetta Tosetti lo scorso sabato, 6 luglio, ha presentato alcuni capi della collezione Haute-couture che porta la firma del figlio Alessandro Tosetti.

Una specie di favola… Un vero e proprio sogno. Una serata assolutamente peculiare all’insegna del lusso, dell’eleganza e dell’alta moda. Una speciale”fusione”, una straordinaria unione…Quella tra l’haute couture firmata Tosetti e lo stile dell’800.

Infatti, la collezione disegnata con tanto entusiasmo da Alessandro Tosetti ha avuto il pregio di essere presentata durante l’evento dello scorso sabato organizzato dal grande Marco Di Lauro. 

Le acconciature delle modelle sono state curate da Elisa Toaiari Parrucchieri.

Non era la prima volta che Monica Gabetta Tosetti collaborava con Marco Di Lauro e, anche stavolta, nella spettacolare location di Villa Olmo a Como, l’unione si è rivelata produttiva, vincente…A dir poco straordinaria!

Un altro sogno si è avverato. E’ proprio il caso di dirlo: a volte la realtà supera di gran lunga la fantasia.