Cosa sappiamo di quella foto L’immagine che mostra Natale-Hjorth ?

Da domenica si sta cercando di capire che storia abbia la foto che mostra Gabriel Christian Natale-Hjorth, uno dei due americani sospettati di essere coinvolti nell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega in centro a Roma, mentre siede ammanettato e bendato nella caserma dove era stato portato subito dopo l’arresto. La foto è stata con ogni probabilità scattata da un militare, non è ancora chiaro con che intenzioni, e mostra un evidente abuso di potere e un’altrettanto evidente violazione dei diritti delle persone sottoposte a misure cautelari: due reati. Sul caso è stata avviata sia un’indagine interna all’Arma dei Carabinieri sia una ufficiale della procura, e secondo i giornali sono già stati presi provvedimenti contro il militare ritenuto responsabile del maltrattamento.

La foto risale a venerdì mattina: alle 11 Natale-Hjorth e il suo compagno di viaggio Finnegan Lee Elder, entrambi statunitensi, erano stati arrestati in una camera d’albergo del quartiere Prati con l’accusa di aver accoltellato poche ore prima Rega, in circostanze che ancora oggi non sono per niente chiare (più precisamente: Elder è l’uomo sospettato di aver fisicamente accoltellato Rega). Su Repubblica di oggi, Carlo Bonini ricostruisce cos’è successo tra quel momento e lo scatto della foto, uno dei due aspetti che si stanno cercando di capire, insieme alle modalità della sua diffusione. Bonini spiega che sul luogo dell’arresto era intervenuto il colonnello Lorenzo D’Aloia, un ufficiale descritto come «avveduto» e con «molti nemici nel Corpo» perché sarebbe tra le persone che hanno contribuito a individuare i responsabili tra i carabinieri dei depistaggi nell’inchiesta sull’omicidio di Stefano Cucchi. D’Aloia, secondo Bonini, si sarebbe trattenuto nella stanza d’albergo ordinando che Elder e Natale-Hjorth fossero portati nella vicina caserma di via in Selci, da due pattuglie in borghese ed entrando dal retro per non attirare attenzioni.

D’Aloia sarebbe quindi arrivato in caserma circa un quarto d’ora dopo, e secondo Bonini è proprio in quest’arco di tempo che è stata scattata la foto. Inizialmente, spiega, Natale-Hjorth è stato portato in una stanza al piano terra della caserma, che si affaccia sul cortile interno. L’indagine della procura, citata da Repubblica, avrebbe già ricostruito che un sottoufficiale avrebbe deciso che a Natale-Hjorth non fossero tolte le manette, e che dovesse «essere anche messo nella condizione di non poter vedere dove i militari lo stanno conducendo». Per questo si sarebbe sfilato dal collo un foulard e glielo avrebbe legato sugli occhi. Nei minuti successivi nella stanza c’era parecchio movimento: con ogni probabilità è stato uno dei carabinieri di passaggio a scattare la foto, che pare abbia iniziato a circolare inizialmente su alcune chat di WhatsApp di membri delle forze dell’ordine.

All’arrivo in caserma di D’Aloia, poi, Natale-Hjorth sarebbe stato condotto in un’altra stanza. Secondo Bonini, la foto potrebbe essere stata fatta circolare proprio per mettere in difficoltà D’Aloia, come forma di ritorsione per aver contribuito all’inchiesta che sta cercando di individuare i responsabili della morte di Cucchi. Questa però è al momento soltanto un’ipotesi.

Sappiamo invece che l’indagine interna ha individuato il responsabile di aver bendato e tenuto ammanettato Natale-Hjorth, che secondo il Corriere della Sera è stato trasferito a un incarico non operativo. L’Arma dei Carabinieri ha definito «inaccettabile» la foto e il trattamento che mostra, sostenendo che il sospettato sia rimasto in quelle condizioni «4 o 5 minuti per non fargli vedere quanto c’era in quell’ufficio, soprattutto sui monitor».

Il trattamento subìto da Natale-Hjorth viola la Costituzione (l’articolo 13 tra le altre cose vieta «ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà») e il Codice penale (nei vari articoli che tutelano i diritti delle persone detenute o arrestate). Come hanno sottolineato in molti, certamente gli avvocati difensori di Elder e Natale-Hjorth cercheranno di fare leva sull’episodio, forse per provare ad annullare la validità della confessione. Uno di loro, Emiliano Sisinni, ha già detto che «la circostanza che un soggetto sia sottoposto ad un trattamento del genere nelle fasi antecedenti l’interrogatorio deve far seriamente riflettere sulle implicazioni che ciò potrebbe avere sulla libera autodeterminazione di un indagato nel rendere dichiarazioni». L’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione delle Camere penali, ha spiegato all’Agi che «perché un atto istruttorio, sia esso una confessione, una testimonianza o un interrogatorio, se svolto con modalità che coartano la libera determinazione di una persona deve essere dichiarato nullo».

Il Corriere della Sera ha intervistato il procuratore Giovanni Salvi, che sta conducendo l’indagine sulla foto, che ha escluso che durante l’interrogatorio – quello al termine del quale Natale-Hjorth ha confessato – ci sia stata «alcuna forma di costrizione». All’interrogatorio erano presenti anche i legali dei sospettati, che secondo Salvi non hanno detto niente a proposito di maltrattamenti subiti in precedenza. Salvi ha però aggiunto che le eventuali sanzioni potranno riguardare anche gli altri carabinieri presenti al momento della foto: «C’è chi ha deciso di bendare l’indagato, ma c’è anche chi non ha fatto nulla per impedirlo. E chi non ha poi denunciato l’accaduto».

La foto è circolata molto sui siti dei principali quotidiani statunitensi, accompagnata da critiche e preoccupazioni per il trattamento riservato ai due sospettati. Secondo Repubblica, il governo statunitense potrebbe arrivare a chiedere l’estradizione dei due sospettati, mentre Salvi ha detto al Corriere che è «quasi scontato» che arriverà qualche tipo di istanza da parte degli Stati Uniti.

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Angela Achilli in veste di madrina: stasera alla XXII edizione del Meeting del Mare per premiare personalità di spicco del panorama musicale nazionale

Questa sera, sabato 27 luglio, la presentatrice e cantante Angela Achilli è attesa fra le personalità che prenderanno parte alla XXII edizione del Meeting del Mare, organizzato dall’associazione ACS presieduta da Gino Foglia e patrocinato da MIBACT, Regione Calabria, Comune di Crotone.

Angela Achilli, che recentemente abbiamo visto condurre il Premio Internazionale di Giornalismo nell’isola di Ischia e appena andato in onda su Rai Cultura, stasera ricoprirà il ruolo di bellissima madrina della kermesse e consegnerà con il presidente ACS nonché patron Gino Foglia il premio “Un mare di musica” a Marco Masini.

Ricchissimo il parterre dei Vip di questa sera: dalla splendida Syria, al fantastico Davide De Marinis, al cantante napoletano Andrea Sannino sino al grande Edoardo Vianello, che riceverà il riconoscimento “Un mare di successi” dalla Fondazione Neuromed.

L’atteso appuntamento dell’estate crotonese è stato annunciato lo scorso 25 luglio nella suggestiva cornice del Museo di Pitagora con una conferenza stampa moderata dallo storico conduttore Massimo Proietto – che quest’anno sarà affiancato da Valeria Marini, – a cui hanno preso parte l’assessore allo sport e spettacolo Giuseppe Frisenda, il direttore artistico Elio Cipri, il segretario generale della Camera di Commercio di Crotone, Paola Sabella, e il portavoce della maison orafa Gerardo Sacco, Giacomo Salatino.

La conferenza stampa si è rivelata un piccolo evento con preziosi momenti culturali, tra cui l’omaggio musicale a Mia Martini a cura di Dario Baldan Bembo e l’inaugurazione della mostra fotografica “Geometrie degli sguardi” di Erica Tamborini, che rimarrà in esposizione fino al 25 agosto presso il Museo di Pitagora. La serata è stata suggellata dal taglio della torta e dal brindisi alla bellezza.

Quest’anno all’evento estivo del 27 luglio 2019, oltre alle personalità encomiabili a cui saranno conferiti riconoscimenti per la propria carriera, non mancherà il momento “Tra moda e mare” con le sfilate degli abiti di Evelyn Boutique  e dei gioielli di Gerardo Sacco, che ha offerto un’anticipazione della linea Faillo.

Carabiniere ucciso a Roma, confessa il killer: è uno dei due giovani americani fermati

Si chiarisce la dinamica del delitto: la borsa rubata a un pusher colpevole di aver loro venduto aspirina al posto di cocaina. Lo spacciatore che denuncia lo scippo e i militari in borghese che si presentano all’appuntamento per la restituzione scatenando la violenza ciecadi DANIELE AUTIERI e MARIA ELENA VINCENZI

Sono arrivati in caserma intorno a mezzogiorno e mezzo. Prelevati dalla stanza del loro albergo a quattro stelle da più di 200 euro a notte a pochi passi dalla Corte di Cassazione, nel pieno centro di Roma. Due ventenni americani, in vacanza in Italia. I carabinieri sapevano che i due erano coinvolti in qualche modo nella morte del loro collega, il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ma non sapevano ancora come. Pensavano che i due ragazzi fossero finiti in un brutto giro di droga e che, in qualche modo, avessero trascinato in un pasticcio i militari. Li credevano vittime di questa brutta storia. Invece ieri sera, intorno alle dieci, uno dei due ha confessato: è stato lui ad accoltellare a morte il militare. Volevano cocaina, si sono ritrovati con un po’ di aspirina tritata. Hanno deciso di vendicarsi rubando la borsa allo spacciatore. Poi hanno perso la testa. E, alla fine, hanno ucciso un carabiniere.

Carabiniere ucciso a coltellate a Roma, il video dei due americani coinvolti nelle indagini

Per tutto il giorno si sono susseguite piste, teorie, versioni diverse e poco chiare. Anche dall’Arma arrivavano ricostruzioni ufficiali che lasciavano troppi dubbi e pochissime certezze. Solo a sera ormai inoltrata, quando uno dei due americani, quello con i capelli tinti di biondo, ha confessato di essere l’autore dell’omicidio, si è chiarito cosa fosse successo.

Trastevere, giovedì sera. I due stranieri, nella capitale per turismo (non si sa se soli o in gruppo) comprano della droga. Poco dopo si rendono conto che non è cocaina, ma aspirina tritata. Tornano indietro per cercare il pusher e iniziano a discutere. Sono furiosi, pretendono la “roba” che hanno pagato. Lo spacciatore fa il vago, non cede. E loro, per vendicarsi, gli rubano il borsello. Dentro ci sono soldi, probabilmente altre sostanze da vendere, sicuramente il telefonino. Il pusher chiama il suo cellulare e i due rispondono: “So chi siete, se non mi restituite le mie cose vi vengo a cercare e vi ammazzo”. I turisti insistono: vogliono la cocaina. E si accordano per uno scambio, sotto al loro albergo, a pochi metri da piazza Cavour. Droga buona in cambio della borsa. Il pusher a quel punto contatta i carabinieri. Chiama il 112 ma omette la parte della droga, si presenta come un uomo derubato, racconta dell’accordo. Dice che i rapinatori vogliono 100 euro in cambio dei suoi effetti personali.

Carabiniere ucciso a coltellate a Roma, le forze dell’ordine sul luogo del delitto


Tutto si svolge rapidamente. Non si sa chi decide, se i militari o un superiore. Sta di fatto che, invece del pusher, all’appuntamento vanno i due militari in borghese. Gli americani, nel frattempo, sapendo di avere a che fare con uno spacciatore, si sono procurati un coltello. Arriva l’ora dell’incontro, più o meno le tre di notte. I carabinieri si qualificano subito e chiedono i documenti ai due ragazzi. Tanto basta (forse insieme ad alcol e droga) a far perdere loro la testa. Si avventano sulle forze dell’ordine. Uno tira fuori il coltello e, velocissimo, infilza Mario Cerciello Rega. Otto volte. Con violenza. Il vicebrigadiere inizia a urlare e cade a terra in una pozza di sangue. La sua agonia dura pochi minuti.

DI ANTONIO DI COSTANZO

La caccia
Sin dalle prime ore dell’alba, i carabinieri di via In Selci, incaricati delle indagini, danno la caccia a sei uomini. Probabilmente anche gli inquirenti hanno dubbi sulla dinamica. Due americani e quattro nordafricani, forse i pusher che, però, non sembra fossero a Prati al momento dell’aggressione (e che ieri sera sono stati rilasciati), vengono portati in caserma e identificati. Dopo l’omicidio, gli assassini erano riusciti a fuggire: l’altro carabiniere, anche lui aggredito, li ha lasciati andare quando si è accorto di quello che era accaduto al collega. “Quando ho sentito Mario urlare, ho lasciato quell’uomo e ho provato a salvarlo”, ha detto Andrea Varriale. Che invece di rincorrere i due malviventi li ha lasciati scappare, dando l’allarme via radio, per soccorrere il collega ferito: “Perdeva moltissimo sangue”. Resta da chiarire per quale motivo i due militari siano andati soli, senza il sostegno di altri colleghi.

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La testimonianza
Varriale, immediatamente sentito dai colleghi del nucleo investigativo, ha parlato fin dal primo momento di due ragazzi giovani. Uno con le meches e l’altro con un vistoso tatuaggio sul braccio. E i due americani hanno esattamente queste caratteristiche. A incastrarli sono state le telecamere di videosorveglianza della zona, messa a ferro e fuoco dai militari che hanno pure chiuso la strada per qualche ora. Gli investigatori li hanno trovati nella loro stanza, al primo piano dell’hotel Le Meridien. Varriale, poi, non ha esitato un attimo. Appena li ha visti li ha riconosciuti. Quando i pm sono arrivati in caserma, i carabinieri del nucleo investigativo erano ormai certi che si trattasse di loro. Dopo nemmeno un’ora di interrogatorio, il biondo ha confessato. È stato lui.

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Al via il Social World Film Festival 2019: partenza in musica poi arrivano Stefano Accorsi, l’ispettrice della “Casa di Carta” e Monica Guerritore

NAPOLI, 26 LUGLIO 2019 – Al via domani 27 luglio la nona edizione del Social World Film Festival di Vico Equense, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale che trasforma la città della Penisola Sorrentina nella capitale del cinema impegnato, quello che fa riflettere. Una edizione 2019 segnata dalla netta apertura ai riflettori internazionali potendo contare su un regista americano come presidente di giuria, Abel Ferrara, una super ospite direttamente dalla “Casa di Carta” di Netflix, Itziar Itunoe un padrino di fama mondiale, Stefano Accorsi. Fino al 4 agosto a Vico Equense saranno protagoniste 500 opere tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e opere audiovisive in concorso e fuori concorso in 17 sezioni, con una spiccata attenzione ai nuovi linguaggi come le opere delle sezioni in virtual reality, in verticale e realizzate con gli smartphone. Opere, di cui 72 in anteprima, che provengono da 60 diverse nazioni dei cinque continenti, per un totale di ben 126 proiezioni che offrono 3mila minuti di programmazione dalle 20 del mattino fino a tarda notte. E poi spazio agli omaggi ai registi Franco Zeffirelli, Bernardo Bertolucci e Ugo Gregoretti (già presidente di giuria al festival nel 2013) recentemente scomparsi.

Primo atto in musica per Social World Film Festival 2019 sabato 27 luglio dalle ore 20,30 con la Grande Orchestra Italiana di Fiati “Città di Ferentino” con 65 elementi, un medley di colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema nel piazzale Siani. È una dei più apprezzati complessi sinfonici italiani. Nata nel 1982, si è distinta in importanti concorsi sia nazionali che internazionali vincendo premi che l’hanno proiettata tra le formazioni italiane più rappresentative in campo mondiale. Su tutti spiccano i risultati ottenuti al WMC (World Music Contest) di Kerkrade (NL) con la medaglia d’oro con menzione speciale conseguita nel 2017. La OSFCF ha inoltre collaborato con artisti di grande spessore come Gabriele Mirabassi, Antonella Ruggiero, Jo Conjaerts, Andrea Franceschelli, Fulvio Creux, Raffaello Simeoni, Vanessa Gravina, David Brutti, Marco Toro, David Short, Teresa Procaccini. La preparazione e direzione dell’Orchestra è curata dal Maestro Alessandro Celardi, uno dei pianisti e compositori più apprezzati in Italia.

Galà d’apertura domenica 28 luglio con il padrino Stefano Accorsi e la proiezione del film “Camorra” alla presenza del regista Francesco Patierno. Attesi anche Monica Guerritore, Ivana Lotito, Valentina Romani, Ester Gatta e Itziar Ituno, l’ispettrice della “Casa di Carta” serie televisiva da record firmata Netflix.

Lunedì 29 luglio focus su “L’Amica Geniale”, serie tv firmata Hbo e Rai, alla presenza del cast: ci saranno Elisa Del Genio, Dora Romano, Valentina Acca, Elvis Esposito, Antonio Buonanno, Giovanni Amura, Eduardo Scarpetta, Giovanni Buselli, Anna Rita Vitolo, Alessio Gallo, Christian Giroso e Gennaro De Stefano. Durante la serata verrà premiato Lorenzo Richelmy come attore rivelazione dell’anno per aver recitato nei film “Ride” di Jacopo Rondinelli, “Una vita spericolata” di Marco Ponti e “Dolceroma” di Fabio Resinaro.

Evento speciale Venezia 76 martedì 30 luglio con Cristina Donadio protagonista del film breve “La scelta” di Giuseppe Alessio Nuzzo selezionato nel “Concorso Giovani Autori Italiani” della Siae,e poi l’incontro con Anastasio,rapper reduce dalla vittoria di XFactor su Sky.

Mercoledì 31 luglio sarà il turno del cast della “Compagnia del cigno”, serie tv di Rai1 firmata da Ivan Cotroneo: saliranno sul palco Emanuele Misuraca, Hildegard De Stefano e Chiara Pia Aurora. Ospiti Claudio Giovannesi e Simona Tabasco che riceveranno rispettivamente il premio come regista dell’anno per aver vinto l’Orso d’Oro a Berlino con “La paranza dei bambini”, che verrà proiettato durante la serata, e attrice rivelazione dell’anno.

Giovedì 1 agosto si tornerà a parlare dell’Amica Geniale con l’attrice Ludovica Nasti, everrà conferimento del premio alla musica sociale “Paolo Serretiello” ai Bowland.

Proiezione del film “Il Traditore” di Marco Bellocchio venerdì 2 agosto, saluteranno il pubblico anche Gina Amarante, Luciano Giuliano e Gianni Parisiprotagonisti dell’ultima stagione di “Gomorra – La serie”.

Gran galà di premiazione sabato 3 agosto con sfilata sul red carpet degli autori in concorso e delle giurie, sarà presente il regista americano Abel Ferrarae gli attori Erasmo Genzini, Bianca Nappi, Giacomo Ferrara, Michele Rosiello.

Tutte le sere, inoltre, verranno proiettati sul maxischermo in 2k e audio Dolby Sorround i film più premiati della stagione come “Aladdin”, “A star is born”, “Dumbo” in arena Loren – piazzale Giancarlo Siani, mentre nel secondo schermo dell’Arena Magnani – Chiostro della SS. Trinità e Paradiso la selezione Focus con le più importanti opere nel Mezzogiorno come “Il Vizio Della Speranza” di Edoardo De Angelis, “Un giorno all’improvviso” di Ciro D’Emilio, “La Sera Della Prima” di Loretta Cavallaro, “Dei” di Cosimo Terlizzi, “Ed è subito sera” di Claudio Insegno.

Il programma completo è disponibile sul sito www.socialfestival.com/programma

Il Social World Film Festival è socio dell’Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema, fondatore e membro attivo del Coordinamento Festival Cinematografici della Regione Campania e partecipa ai lavori del Clarcc – Coordinamento Lavoratori Regione Campania Cinema e Audiovisivi.

Il Social World Film Festival è realizzato in collaborazione con: Eles Couture, Pizza a Metro – da Gigino, Rai Cinema Channel, T&D Angeloni – trasporti cinematografici, Sabox-Formaperta, HM make up, Università del Cinema e delle arti dello spettacolo – sedi di Acerra, Caserta, Napoli, Milano, Roma, Paradise Pictures, PM5 Talent.

Media partner: Radio Marte, Canale 21, CinecittàNews, La rivista del Cinematografo, Red Carpet Magazine.

Cultural partner: Voce di Napoli, La Gazzetta dello Spettacolo, My Dreams, Pragma Magazine, Radio Selfie.

Con l’adesione della Film Commission Regione Campania.

UFFICIO STAMPA | Alessandro Savoia | +39 328 91 59 817 | a.savoia@socialfestival.com

Osteria Zedí Atri: passione per la vera cucina abruzzese

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Da oltre 20 anni osteria Zedí ad Atri propone la sua cucina tipica Atriana in una strada tranquilla, vicino alla cattedrale e il teatro romano. Nato proprio dentro le mura della storica città millenaria di Atri. In cucina rimedio e i suoi simpaticissimi collaboratori . In stile tra antico è vintage il ristorante, una sessantina. Consigliamo di prenotare perché è sempre molto frequentata si mangia bene a prezzi accessibili.
Tra i piatti preferiti troviamo chitarrana Atriana con polpettine al pomodoro , si consiglia la mugliaia piatto forte del ristorante, poi a seguire agnello, arrosticini , e per gli amanti il coniglio alla cacciatore … quindi da non perdere per chi soggiorna ad atri

New model today: ed è subito fascia per Isabell Di Rienzo!

Si è tenuta ieri a Reggio Emilia presso la piazza principale della città, la storica Piazza Prampolini (anche detta Piazza del Duomo di Reggio Emilia) la finale regionale della nota manifestazione di moda internazionale New Model Today. 

Numerosissime le modelle che hanno partecipato al concorso: una selezione che ha visto “sfidarsi” sulla passerella le più belle ragazze d’Italia già reduci da una severa selezione effettuata su tutto il territorio nazionale.

Quest’anno tra i volti presenti c’era anche la modella e attrice sedicenne Isabell Di Rienzo, appena rientrata da uno straordinario evento nella Capitale che l’ha vista calcare il palcoscenico accanto a grandi nomi del cinema e della musica italiana.

Isabell aveva il cuore a mille prima di essere scelta. Una vittoria tanto auspicata quanto inaspettata, come lei stessa ha dichiarato nel momento in cui le abbiamo chiesto un commento sulla serata:

Quando ho sentito pronunciare il mio nome e mi hanno messo la fascia quasi non ci credevo. Vincere, passare la selezione è stata un’emozione indescrivibile. Una serata indimenticabile, unica. Insomma un’esperienza fantastica a dir poco!

Esce su break magazine L’Intervista A Luna Bianca : Fashion & Costume Design

E come funziona? Cosa ti ha spinto a fare la modella. Era già un tuo sogno da bambina?

Ho sempre ammirato le modelle che, vedevo in tv e sulle riviste dei giornali. Un giorno sono stata contattata da uno dei fotografi più conosciuti a Palermo, il quale mi chiedeva di entrare nella sua agenzia e non potevo credere ai miei occhi lì per lì.

Che sensazioni hai provato durante il tuo primo servizio fotografico?

Durante il primo shooting ero molto imbarazzata, ma allo stesso tempo avevo molta voglia di mettermi in gioco e curiosa del risultato finale.

Una domanda frivola. Qual è il tuo outfit preferito?

Adoro di gran lunga i jeans ed i pantaloni, infatti uno dei moods che preferisco è composto da denim sotto e sopra corpetto rigorosamente nero.

In un mondo sempre + social Quale il tuo la rapporto con instagram?

Il mio profilo instagram viene aggiornato da me giorno dopo giorno. Mi sento quasi in dovere di pubblicare news.

Che importanza dai hai social network?

I social, a mio avviso, possono essere utili, molto utili, in quanto possono mettere in comunicazione persone lontane e possono, nel caso di modelle e fotografi, farne conoscere la presenza. 

C’è un fotografo con cui vorresti lavorare?

Negli ultimi mesi sono stata contattata da tantissimi fotografi italiani, alcuni francesi, alcuni di Monaco ed alcuni americani. Mi piacerebbe poter collaborare con ognuno di loro.

Modelle e Fotomodelle: quanto conta l’aspetto fisico e quanto invece quello caratteriale per il successo in questo lavoro?

In un campo come questo la cura del corpo conta moltissimo. Oltre a non trascurare l’aspetto fisico, anche l’outfit gioca un ruolo fondamentale per la presenza di una modella. D’altro canto, però, fisico e carattere vanno di pari passo. Bisogna avere grinta mentre si posa o si sfila. Necessita carisma, dolcezza, sensualità e lasciare da parte per un momento timidezza, arroganza e tutto ciò che potrebbe trasparire di negativo.

Rimanendo nella moda settore quali sono i tuoi progetto per il futuro?

Sono una fashion designer, mi sono laureata cinque anni fa in Fashion & Costume Design presso l’Accademia del Lusso di Palermo. Il mio sogno è continuare a lavorare in contemporanea come modella e stilista. Infatti, i generi di scatti che prediliggo sono il fashion, il beauty ed il ritratto.

luna bianca

Addio Rutger Hauer, il “replicante” dalla lacrime nella pioggia

Roma – «Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire». È la frase cult di “Blade Runner” scritta e interpretata daRutger Hauer, scomparso a 75 anni il 19 luglio dopo una breve malattia e la cui morte è stata confermata oggi dal suo agente ad esequie avvenute.

La sua carriera ruota intorno al ruolo del replicante nel film di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford ma sono decine i film in cui ha lavorato e numerosi i progetti che lo vedevano annunciato nel cast. Nato nel 1944 a Breukelen (Olanda), figlio di due attori, Arend e Teunke, Rutger cresce insieme alle sue tre sorelle.

Inquieto, a 15 anni si imbarca su un piroscafo mercantile per un anno, seguendo le orme di suo nonno capitano di goletta. Al suo ritorno si iscrive poi a una scuola di arte drammatica, ma sentendosi più poeta passa i giorni a scrivere poesie nei coffee shop di Amsterdam. Viene così espulso dalla scuola e approda nella Marina Olandese. Una breve esperienza da cui fugge cercando di convincere i suoi superiori di avere problemi di salute mentale. Viene mandato allora in un istituto psichiatrico, presso il quale Rutger resta fino a quando riesce a convincere definitivamente i suoi superiori che la Marina non ha davvero bisogno di lui.

Inizia la carriera nel 1969 con la serie tv “Floris”, seguono alcuni film e ancora lavori per il piccolo schermo, ma è appunto “Blade Runner” (1982) a imporlo all’attenzione del pubblico internazionale. Un altro dei suoi ruoli più interessanti è in “The Hitcher – La lunga strada della paura”, film del 1985 di Robert Harmon, in cui interpreta un feroce killer.

Nel 1988 vince il Golden Globe per il film tv “Fuga da Sobibor” e l’anno dopo viene premiato come miglior attore al Seattle Film Festival per “La leggenda del Santo Bevitore” di Ermanno Olmi, film vincitore del Leone d’Oro 1988 a Venezia. Nel 1995 le Poste olandesi stampano un francobollo che lo ritrae in uno dei suoi film più famosi, “Fiore di carne” di Paul Verhoeven (1973), per celebrare il centenario della nascita dell’arte cinematografica. Arrivano poi per l’attore film come “Hemoglobin – Creature Dell’Inferno” (1997) “Il Richiamo della Foresta” (1997), “Strategia Mortale” (1998), “Simon Magus” (1999), “Impulsi Mortali” (2000), “I Banchieri di Dio – il Caso Calvi” (2001) e “Confessioni di una Mente Pericolosa” (2002) in cui alterna con disinvoltura, nonostante un fisico che lo vorrebbe relegato alla sola azione, ruoli da intellettuale, cattivo e romantico.

Alto, massiccio, occhi azzurri di ghiaccio, quasi un archetipo del puro ariano, Hauer si è sposato due volte; dalla prima moglie ha avuto la figlia Aysha (anche lei attrice) mentre dal 1985 si lega in matrimonio con Ineke, scultrice e pittrice. Del suo lavoro diceva: «Bravo e cattivo ragazzo, eroe o antieroe; non mi importa ciò che interpreto, ogni ruolo ha qualcosa di magico».

Il suo monologo finale in “Blade Runner” entrato nella storia

Tornando alla sua propensione per la poesia, è vero che la famosa frase di “Blade Runner” è stata trasformata proprio dall’attore olandese e questo su indicazione dello stesso Scott. «Era così toccante – aveva raccontato una volta – che anche quelli che stavano filmando la scena furono commossi». Tra i suoi lavori recenti, nel 2009 è Federico Barbarossa in “Barbarossa” di Renzo Martinelli; ne “Il villaggio di cartone” di Ermanno Olmi (che l’aveva già diretto ne “La leggenda del Santo Bevitore” interpreta il ruolo di un massiccio sagrestano; nel documentario “I colori della passione” di Lech Majewski, adattamento dell’omonimo libro del critico d’arte Michael Francis Gibson, interpreta il pittore Pieter Bruegel il Vecchio; in “Dracula 3D” (2012) di Dario Argento è invece Van Helsing. Infine, ne “Il futuro” della regista cilena Alicia Scherson veste i panni di un ex solitario divo dei Peplum divenuto cieco. Numerose le serie tv da True Blood a Channel Zero e Porters. Tra i suoi ultimi film 2047: Sights of death di Alessandro Capone e i Fratelli Sisters di Jacques Audiard.

GRANDE SUCCESSO PER “ARTE & MUSICA” DI MICHELE SPANO’

Ph. Carlo Piersanti

Nel cuore di Roma, presso la Giostra – Guido Reni, si è svolto, tra l’entusiasmo del pubblico, Arte & Musica, l’evento più esclusivo dell’estate romana giunto alla sua V° Edizione.

Ph. Carlo Piersanti

Dieci stilisti professionisti hanno presentato le proprie collezioni in una meravigliosa serata condotta dalla bellissima Barbara Castellani e dal ballerino delle dive e vice campione del mondo di danze caraibiche Simone Ripa.

Ph. Carlo Piersanti

La kermesse ideata e diretta da Michele Spanò che, con il suo staff, ha presentato uno show di Teste scultura.

Il taglio del nastro è stato affidato a Matteo Costantini, Vicepresidente del I° Municipio, e a Demetra Hampton, splendida madrina della serata Arte & Musica 2019 che, per l’occasione, ha indossato una creazione unica dello stilista Gai Mattiolo. Demetra Hampton, modella e attrice, è nota per aver interpretato il ruolo di Valentina per l’omonima serie televisiva ispirata al celebre fumetto di Guido Crepax, ma non tutti sanno che è stata selezionata anche per il libro di Cartier fra le donne più belle del mondo.

Una serata all’insegna del glamour con i cappelli e gli accessori di Vanna Laera e i gioielli di Carla Campea che hanno sfilato, in due diverse catwalk, con gli splendidi abiti di Fabiana Gabellini. Poi, le creazioni di Raffaella Tirelli, di Ilian Rachov, di Monica Bartolucci, di Adriana B Fashion Designer e della stilista croata Sladana Krstic.

Ph. Carlo Piersanti

In questa serata fashion, per gli amanti del mare, in passerella non potevano mancare gli eleganti costumi del brand Serena Esse.

A chiusura dell’evento, prima dei saluti, hanno calcato la pedana le calzature del fashion designer Jodiel.

Ph. Carlo Piersanti

Tre spettacolari Drag Queen hanno divertito moltissimo il pubblico con le loro ironiche e coinvolgenti performance.

A fare da cornice all’evento, un’esposizione dei gioielli di Carla Campea e alcune opere degli artisti Carla Pantano e Claudio Alicandri.

Ph. Carlo Piersanti

Molti i personaggi intervenuti, dal mondo della moda a quello della cultura, della musica e dello spettacolo.

Ph. Carlo Piersanti

Tra questi l’icona della moda Mina Pucci e la giornalista Paola Zanoni,responsabile delle interviste durante la serata, anche lei in abito Gai Mattiolo. E poi, Barbara Vissani, la principessa Conny CaraccioloCarmen Di Pietro e tanti altri.

Un ringraziamento speciale va ad Alberto Polifroni e all’agenzia di moda Alpa Model Agency.

Il 30 luglio a Samassi presso il Cinema Italia il thriller/black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini

In attesa della sua uscita ufficiale nelle sale cinematografiche, a partire dal 22 Agosto 2019 distribuito da Ahora! Film, il thriller/black comedy Pop Black Posta di Marco Pollini prosegue il proprio tour di anteprime estive

Alla presenza del regista, il 30 Luglio 2019, infatti, verrà proiettato alle ore 21.00 a Samassi, in Sardegna, presso il Cinema Italia, in piazza Italia 4, come evento sostenuto e promosso da:
– Centro per la giustizia minorile per la Sardegna
– USSM Cagliari Dipartimento giustizia minorile e di comunità
– Donne al traguardo

Il lungometraggio, con protagonista la due volte vincitrice del David di Donatello Antonia Truppo, qui in inedite vesti di psicopatica, include nel cast Annalisa Favetti, Stefano Ambrogi, Denny Mendez, Enzo Garramone, Pino Ammendola, Alessandro Bressanello, Hassani Shapi, Aaron T. Maccarthy, Luca Lobina, Noemi Maria Cognigni e Luca Romano. La colonna sonora del film è stata curata dal compositore Marco Werba che ha registrato i brani con l’orchestra sinfonica della Bulgaria.

Pop Black Posta è ambientato in un luogo piuttosto inusuale: un ufficio postale. L’ufficio postale è diventato, infatti, negli ultimi anni, un luogo stravagante, caratterizzato nell’immaginario collettivo da un servizio poco accurato, da lungaggini burocratiche, file interminabili, macchinari obsoleti, personale frustrato e, non ultimo, a rischio di rapine. All’interno del film viene ricreato questo luogo immaginario, ma non lontano dalla realtà e caratterizzato da un’atmosfera claustrofobica e decisamente sopra le righe.

Sinossi:Alessia (Antonia Truppo) è un’impiegata di una piccola posta di provincia che, in un giorno qualunque, prende in ostaggio cinque persone e le obbliga a confessare vari crimini commessi. I cinque, un pastore di una chiesa evangelica (Hassani Shapi), una latinoamericana (Denny Mendez), un ragazzo del Sudan (Aaron T. Maccarthy), una bionda elegante (Annalisa Favetti) e un signore grasso apparentemente tecnologico (Alessandro Bressanello), dovranno difendersi da loro stessi e dagli errori compiuti, cercando di  sopravvivere e di compiacere Alessia, che, nella sua follia, è pronta ad ucciderli per vendicare il suo passato.

A questo link è possibile visionare il trailer del film: 
https://www.youtube.com/watch?v=JNFERCX-uT4&feature=youtu.be

Di seguito alcuni Partner che hanno collaborato  al film POP BLACK POSTA: Phonopress, Finstral , Composad, SicurItalia, Vimar, Signor Peperoncino,  Zorzi, Leader Form/Extreme printing, Residence All’Adige, Agec, Verona Film Commission, Fondazione Arena di Verona,  Mibac, Regione Veneto, Comune di Verona, Regione Lazio, Reel One, Sud Sound Studios.

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