Sii te stesso; tutti gli altri personaggi hanno già un interprete.
— Oscar Wilde.
Questo è il primo articolo sul mio nuovo blog. Ho appena iniziato a mandare avanti questo nuovo blog, quindi resta sintonizzato per altre informazioni. Abbonati qui sotto per ricevere una notifica quando pubblico nuovi aggiornamenti.
Lo scorso sabato pomeriggio, il Mountain Sport Center di Courmayeur ha intrattenuto il pubblico con esercizi di ginnastica e collettivi spettacolari con protagonisti giovani atleti e campioni.
Tra gli ospiti si sono esibite le nuove stelle della ginnastica italiana come Michela Castoldi e Davide Donati, Alexia Angelini, Nicolò Mozzato, Nicola Bartolini, Gianmarco Di Cerbo e Giulia Bricchi. A presenziare l’evento, inoltre, è stato invitato uno dei personaggi più famosi e importanti della storia della ginnastica italiana: Jury Chechi.
La società di ginnasticaGym Aosta, organizzatrice dell’evento, ha allestito al meglio il palaghiaccio posto ai piedi del Monte Bianco, rendendolo un palazzetto ideale per praticare le varie discipline della ginnastica: artistica, ritmica, acrobatica e aerobica, e per far sì che tanti ragazzi potessero mostrare il loro lavoro e i loro progressi al pubblico.
Un evento organizzato al meglio per celebrare tutti i ragazzi che dedicano i pomeriggi alla palestra, agli allenamenti, con sacrificio e determinazione, con l’obiettivo di raggiungere il sogno sportivo. E per festeggiare anche ciò che rende tutto questo possibile: laFederazione Ginnastica d’Italia, che il prossimo marzo compirà 150 anni e che, come più anziana federazione sportiva italiana, continua a credere nei giovani e nell’importanza di questo sport per il fisico e per la mente.
Lo Sport forma sin da piccoli
Lo Sport, infatti, aiuta a crescere, a diventare grandi campioni, o, in ogni caso, grandi persone. Rende responsabili, crea legami, insegna a conoscersi. È attraverso il sacrificio, le tante ore trascorse a provare e a riprovare gli stessi esercizi che si forma un atleta. E non importa quale sarà la sua strada “da grande”, se vorrà continuare nella ginnastica o cambiare attività sportiva: il lavoro di un atleta rimane per sempre nella memoria “fisica” di una persona e aiuta moltissimo in qualsiasi altra attività atletica e non.
Un ospite d’onore
E questo ce lo ricorda anche l’ospite d’onore dell’evento: Jury Chechi, che ha salutato calorosamente il pubblico con un discorso sincero e prezioso sulla ginnastica. Parole motivanti per qualsiasi atleta: sia per chi vorrà farlo di professione, sia per gli altri. Con la gentilezza di un amico e con i consigli di un saggio allenatore ha affermato che «quello che davvero vince nello sport è farlo con serietà e con il rispetto delle regole».
C’erano una volta i locali della mala: defilati, semi deserti, aperti solo per giustificare gli incassi dei clan. Oggi invece le cosche hanno invaso la Capitale in grande stile, dai ristoranti low cost ai bar di tendenza. È la nuova frontiera del riciclaggio, su cui indagano pm e guardia di Finanza
DI GIOVANNI TIZIAN E NELLO TROCCHIA
Foto di Massimo Berruti
Campo dei Fiori? «Quest’amico mio si è comprato un bar a Campo dei Fiori, 470 mila euro, che quando l’hanno preso incassava tremila euro e cinque al giorno». Gianicolo? Grand Hotel con ristorante e vista sul Cupolone di San Pietro. Centro storico? Il Caffè Chigi, lungo la via che unisce Montecitorio a piazza Colonna.
Ormai le inchieste antimafia su Roma assomigliano sempre più a una guida gastronomica: un lungo elenco di ristoranti, pizzerie, bar e tavole calde di ogni livello e di ogni quartiere. Non è una sorpresa: la metropoli è anche la capitale del riciclaggio, tanto che negli ultimi due anni e mezzo le Fiamme Gialle vi hanno sequestrato beni per un miliardo e 400 mila euro. E richiesto ulteriori provvedimenti per la stessa somma.
Metà delle 160 aziende confiscate nel Lazio sono bar, ristoranti, alberghi. Poi ci sono quelle sospette su cui gli investigatori hanno puntato i riflettori: almeno una trentina. Ma passare dai sospetti ai provvedimenti è sempre più difficile. I boss si sono evoluti e si affidano a imprenditori del settore: professionisti che curano nei particolari la gestione e l’arredo dei locali per farne posti conosciuti e frequentati. Un tempo c’erano i locali “di mala”: birrerie, pizzerie, pensioncine e night club in stile Tony Soprano, aperti solo per giustificare gli incassi del clan, spesso in vie defilate.Adesso si lavora in franchising, riciclando i capitali mafiosi in imprese altamente competitive. La “Ristomafia Spa” della capitale soddisfa tutti i palati, è adatta a ogni portafoglio. La crisi che colpisce duro e – come denuncia Confesercenti – dall’inizio dell’anno a Roma ha fatto sparire 417 bar e ristoranti, per i cassieri dei clan invece è un’occasione d’oro. Comprano il marchio lasciando il vecchio gestore come testa di legno o inserendo un familiare fidato per schermare la proprietà. Allo shopping capitolino partecipano soprattutto ’ndrangheta e camorra. Ma non mancano reduci della banda della Magliana, imprenditori chiacchierati o indagati in storie di mafia o usura. «Dobbiamo recuperare un forte ritardo», ha ammesso il pubblico ministero Giuseppe Cascini durante un convegno pubblico,«perché è da una quindicina di anni che le mafie hanno cominciato a riciclare anche a Roma soprattutto nel settore terziario».
Confische e sequestri da Campo de’ Fiori al Tuscolano
’O ROMANO IN CATENA
Il soprannome la dice lunga sulle sulle mire del personaggio: “’O Romano”. Edoardo Contini è un boss che ama profondamente la capitale, la frequentava fin da giovane. Il clan che porta il suo cognome è stato il perno dell’alleanza di Secondigliano, il cartello dei clan più temuti. Nel 2007, al momento del suo arresto Franco Roberti, oggi procuratore nazionale antimafia, disse: «Contini è la più grande mente criminale della camorra napoletana, un vero capo». Oggi gli investimenti del padrino continuano a fruttare grazie a prestanomi fidati a cui sono intestati diversi locali e un’intera catena di ristoranti. E “l’Espresso” ha anche verificato, che proprio nei dintorni di piazza Navona, un uomo legatissimo ai Contini gestisce un ristorante, pesce buono e pizza napoletana. Lontani i tempi di rapine e carcere, oggi è tutto tavoli e affari.
USURA, PIZZA E STORNELLI
Tra il Colosseo e la prima periferia ha costruito la sua rete di pizzerie e ristoranti. L’imprenditore Michele Marturano è l’inventore della formula anti crisi “Pala Family” offerta nei tredici punti vendita Mary Pizza: una pizza da un chilo e mezzo a forma di pala venduta a 13 euro. Si può gustare seduti ai tavoli o a casa. Una trovata vincente: in piena recessione ogni punto vendita sfornava almeno cento “Pizza Pala” al giorno. E da qualche tempo è partita la friggitoria di pesce. Con poco meno di 4 euro si può assaporare un cartoccio di paranza: calamari, pescetti, gamberi. Sul curriculum di Marturano però pesa un’accusa di usura nell’inchiesta “Pinocchio” del 2009. A quattro anni di distanza deve ancora iniziare il processo, dove sfileranno alcuni personaggi legati al clan Mancuso. Nel frattempo il gruppo si è consolidato. E ha stretto alleanze commerciali con importanti ristoratori romani. Alcuni di loro, come ha potuto verificare “l’Espresso”, sono in società con Flavio Romanini. Ossia l’imprenditore, che senza accorgersene, sfiora la ‘ndrangheta con un dito: prima ha ceduto il Caffè Chigi a due passi dal Parlamento a una società della famiglia calabrese degli Alvaro e qualche anno dopo ricompare nel Chigi come amministratore unico e socio di due donne, ritenute prestanome della ‘ndrina Gallico. Ma nel 2012 piovono i sequestri ordinati dai giudici che hanno requisito le quote della cosca calabrese, ma non quelle del ristoratore romano.
Foto di Massimo Berruti
COMPARI DI COSCA
All’ora di pranzo era un luogo di ritrovo. Politici, giornalisti, professionisti. Ma anche turisti che si fermavano al caffè Chigi dopo aver visitato la Galleria Alberto Sordi e palazzo Montecitorio. Oggi il locale non esiste più. In via della Colonna Antonina 33, dietro quelle vetrate c’è un mucchio di cartacce, il caos dopo la tempesta scatenata dai sequestri per ‘ndrangheta. C’è un gemellaggio criminale che fa tremare l’economia sana: quello tra Gallico e Alvaro ha radici lontane. Questi ultimi hanno fatto da apripista «per gli investimenti dei Gallico nel settore della ristorazione, il più affetto da infiltrazioni ‘ndranghetiste», si legge nei rapporti investigativi della Dia. Decine di attività in mano a tre ‘ndrine: Alvaro, Gallico e Mancuso, che nonostante sequestri e confische continuano a investire nella movida romana.
ROMA ASPROMONTANA
Ai piedi di piazza di Spagna e di Trinità dei Monti dagli anni ’70 c’è il noto ristorante Alla Rampa. Lo chef, in una location tra il rustico e il ricercato, prepara pasta fatta in casa con sugo di pesce oppure dorate cotolette d’abbacchio. I prezzi medio alti non sono adatti a tutte le tasche. Cinque anni fa però il locale finisce sotto sequestro. È la prima volta che i sigilli vengono messi a un ristorante così conosciuto. Dal 2006 è di proprietà di Cesare Romano e dei cugini, e cognati, Giorgi. Imprenditori di successo, ma sospettati di essere vicini, oltre che parenti, al clan Pelle di San Luca. Loro vengono dal santuario della ’ndrangheta, hanno ristoranti in tutta Europa, ma giurano di essersi fatti da soli. E i giudici del tribunale di Roma gli credono. Per i Giorgi e Romano, dai documenti letti da “l’Espresso”, è stato comunque un affare: ai vecchi proprietari hanno versato la bellezza di 2 milioni e mezzo di euro, metà in cambiali e il resto con un bonifico da San Marino. Sono trascorsi più di tre anni dai sigilli Alla Rampa, ottenuta la revoca e il bollino di legalità, hanno allargato i loro interessi acquisendo la gestione nel 2012 della storica trattoria romana Pallotta in piazza Ponte Milvio. Dal 1820 luogo di ritrovo e di stornelli. E oggi affollato di vip. Pesce o pizza, con la ’nduia, per ricordare le origini.
’NDRINA BY NIGHT
Tra Campo de’ Fiori, piazza di Spagna e Nomentana c’è la Roma che non dorme. Prima l’aperitivo poi la cena, un drink e una passeggiata fino a tarda notte. Questo grande triangolo offre divertimento a volontà. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra questi c’è una catena di ristoranti e lounge bar che attira un gran numero di persone. Oggi gli investigatori sospettano che dietro il sucesso di quest’attività possa esserci la longa manus di Giuseppe Mancuso detto “’Mbrogghia” (l’imbroglione). Lui è il cugino del capo storico Pantaleone Mancuso, “U scarpuni”, considerato lo scissionista della grande famiglia cresciuta a suon di pallottole e tonnellate di coca. Ma inseguire il flusso dei soldi cash che finiscono nei piatti della Roma bene non è un’operazione semplice.
AMICI DEGLI AMICI
Ci sono poi ristoratori con amicizie importanti. Ai loro tavoli siedono vip. Nel locale di Gianni, detto Johnny, Micalusi per esempio sfilano ministri, cardinali, magistrati, parlamentari, attori e non solo. Il suo fiore all’occhiello è l’Assunta Madre, a pochi passi dalla sede della Direzione nazionale antimafia, in via Giulia. Il ristoratore dei vip ha però amicizie borderline: «So boni quelli nò so boni quelli nò». Era il 2002 e Micalusi non si informava di una partita di calamari, ma di assegni, parlandone al telefono con Enrico Terribile, «noto personaggio della Banda della Magliana». In quell’inchiesta fu assolto.
In zona Salaria, lontano dal centro storico e immersa nel verde, c’è la villa ristorante di Massimiliano Colangelo, l’amico degli amici e dell’ex senatore Sergio De Gregorio. Qui alcuni candidati Pd hanno incontrato gli elettori durante l’ultima campagna elettorale per le comunali. Poco distante da Villa Ada, il ristorante sorge attorno all’antica Torre Salaria costruita sul mausoleo di Caio Mario. Soddisfa tutti i palati, dalla fugace pizza a primi e secondi per una cena completa. La cucina romana si sposa con originali portate. E così, raccontano le recensioni, si possono gustare i classici tonnarelli cacio e pepe, ma anche una carbonara al sapore di tartufo. E poi eventi e spettacoli nei 10 mila metri quadrati di parco. Il patron Colangelo un mese fa è finito agli arresti domiciliari. Lo accusano di avere promesso, e non mantenuto, di intervenire in Cassazione per sistemare una sentenza: una manovra in favore di Nicola Femia, considerato uno dei nuovi re della ’ndrangheta al Nord.
IL CAFE’ DE PARIS SENZA CLIENTI. E LO STATO RISCHIA DI FALLIRE
C’era una volta il Cafè de Paris, dove a pranzo si potevano incontrare diplomatici, politici, personale delle istituzioni. Dopo il sequestro e la confisca però l’afflusso di personalità si è azzerato. Nel 2008 l’ex sindaco di Roma, allora ministro delle politiche agricole, presenziò a un evento organizzato al Cafè de Paris da Giulio Lampada, imprenditore legato alla cosche lombarde e reggine, poi condannato a Milano. Quell’anno era ancora proprietà del clan Alvaro di Cosoleto. Poi è arrivato il sequestro. E il clamore mediatico ha allontanato i vip. Ma soprattutto le ambasciate, che organizzavano pranzi e cene, non frequentano più il locale della Dolce vita. Quel caffè, per molti, è ancora a marchio ‘ndrangheta. E, invece, il simbolo della dolce vita, già smacchiato dalla magistratura, è oggi libero dal controllo mafioso. Ma i problemi per bar e ristoranti sottratti alle mafie non finiscono qui. Ci sono situazioni paradossali, come il Gran caffè Cellini e il bar “Clementi”. A “l’Espresso risulta che accanto agli amministratori incaricati dai giudici di gestire la società confiscata, continuano a lavorare parenti dei boss. Assunti regolarmente. E licenziarli potrebbe voler dire perdere la causa davanti al tribunale del Lavoro. Come, del resto, è già accaduto.
“PRESTO UNA BANCA DATI CONTRO I PASSAGGI SOCIETARI SOSPETTI”. LA PROMESSA DELL’ASSESSORE AL COMMERCIO DEL COMUNE DI ROMA MARTA LEONORI
L’allarme lanciato due settimane fa da Sabrina Alfonsi, presidente del primo Municipio della capitale, è inquietante: «Il 70 per cento delle attività commerciali del centro storico è in mano alle mafie». Un dato che ha suscitato non poche polemiche. L’assessore al commercio di Roma capitale Marta Leonori spiega all’Espresso le misure che l’amministrazione ha intenzione di promuovere: “I municipi hanno firmato il protocollo di legalità con l’associazione daSud che prevede una serie di regole e controlli più serrati anche in materia di appalti pubblici. Un altro è stato sottoscritto con Libera. L’altro tema è quello dell’accesso al credito, gli sportelli antiusura sono solo sei, vorremmo potenziare la rete istituendone uno in ogni municipio».
Ma resta l’allarme lanciato sulla penetrazione dei clan nelle attività commerciali. Sul punto Leonori propone una ricetta: «Stiamo lavorando a un protocollo con Prefettura e Camera di commercio e Guardia di finanza per monitorare i cambi di attività ripetuti, subentri ripetuti in tempi ristretti, ripetute volture delle medesime licenze, e qundi mettere nella gestione dei notri data base delle spie, allarmi che verranno inviati alla prefettura. Un grande banca dati condivisa». A Roma un terzo dei beni confiscati sono inutilizzati, altri gestiti dallo stato hanno perso clienti e rischiano il crollo. «Bisogna realizzare progetti sui locali confiscati – conclude Leonori – vanno rilanciati. Dobbiamo allearci con chi vuole ripartire da luoghi simbolo per la lotta alla criminalità e dare un segnale alla comunità».
MONTEBELLUNA. Dieci mesi agli arresti domiciliari. La giustizia presenta il conto a Loris Cadorin, coinvolto in un giro di spaccio di cocaina assieme al fratello minore, Davide: i carabinieri hanno eseguito l’arresto nei confronti di Loris, 35 anni. Il nome dei Cadorin è molto conosciuto in città: la famiglia gestisce l’albergo ristorante «Grappolo d’oro» lungo la Feltrina da anni. La vicenda dei fratelli Cadorin ha inizio nel giugno del 2007. Davide e un amico, Davide Albrino, furono sorpresi dai carabinieri con dodici grammi di cocaina nascosti in nove bustine destinate allo spaccio. Nel 2008 sono stati processati con rito abbreviato: Davide Cadorin stato condannato a tre anni di reclusione, più lieve invece la pena per Albrino (otto mesi) che è stato assolto dall’accusa di detenzione di droga e condannato per il favoreggiamento nella consegna della coca ai clienti. Erano entrambi incensurati. Albrino era stato assolto dall’accusa di detenzione sostenendo di non essere stato al corrente della presenza della cocaina, nascosta sotto il sedile dell’auto di Davide Cadorin: contro di lui era rimasta in piedi solo la contestazione di favoreggiamento. I due vennero arrestati un sabato del giugno 2007 mentre si trovavano nella zona industriale. I carabinieri scoprirono 12 grammi di coca confezionati in 9 bustine destinate allo spaccio. La droga venne sequestrata insieme a 1.050 euro in contanti e a un bilancino di precisione. Secondo i carabinieri, i due amici stavano aspettando i clienti per lo smercio della sostanza stupefacente. Vennero scarcerati poco più tardi. L’indagine poi è proseguita, allargandosi anche al fratello. Nell’aprile di quest’anno il giudice ha ‘aggiunto” un altro anno di reclusione per Davide Cadorin: le indagini avevano rilevato un giro di spaccio molto più ampio. La pena fu ridotta a un anno grazie all’indulto. Stessa multa (quattromila euro) ma solo dieci mesi di reclusione per il fratello Loris, coinvolto nel giro: ieri i carabinieri hanno eseguito l’arresto che costringerà Loris Cadorin ai domiciliari per dieci mesi.
DUE
REALTA’ VINCENTI DANNO VITA AD UN PROGETTO AD UNA ESPERIENZA
EMOZIONALE
Sold
out all’Auditorium Conciliazione di Roma sabato 23 novembre dalle
21, al concerto dei Roberto Casalino “Il Fabbricante di Ricordi”
prodotto da Mauro Atturo.
Una
serata ricca di emozioni, quella vissuta dai tantissimi che hanno
riempito in ogni ordine e posto la sala di questo prestigioso teatro
in questa occasione, che ha fatto dimenticare il mal tempo che
imperversa su Roma da giorni.
L’incontro
di due realtà vincenti, Roberto Casalino e l’imprenditore,
produttore Mauro Atturo
ha mostrato i suoi frutti, facendo vivere al pubblico intervenuto,
due ore di magia.
Roberto
Casalino in veste di cantante ha stregato la platea esibendosi nei
suoi brani migliori nel concerto “Il Fabbricante
di Ricordi”, confermandosi
come uno dei migliori cantautori del panorama nazionale, accompagnato
da un’orchestra diretta da Francesco Tosoni, impreziosita dalla
presenza di un quartetto di archi, da un corpo di ballo, composto da
alcuni fra i migliori ballerini sulla piazza e da scenografie di
forte impatto emotivo, affidandone la regia a Luca Di Nicolantonio.
Il
pubblico ha applaudito a lungo l’interpretazione di tanti dei sui
molteplici successi, come “L’Essenziale”,
scritta per Mengoni, vincitore di San Remo 2013, di “
Non ti scordar mai di me”
e “Novembre”
portate al successo da Giusy Ferreri nel 2008, di “Cercavo
amore” e “ Mi
parli piano” interpretati da
Emma, trovando poi il clou della serata insieme ad Alessandra
Amoroso, intervenuta come
special guest della serata, con la quale ha cantato in duetto i brani
scritti per lei “Sul ciglio
senza far rumore” e “Trova
un modo”, si è poi esibito
interpretando tante altre canzoni scritte da lui.
Mauro
Atturo ha accolto i suoi
tantissimi ospiti insieme alla
piccola Francesca, la figlia nata da pochi mesi
e alla sua compagna Elena,
mostrando a tutti la sua passione e gioia nell’aver creato un
momento così importante per la sua prima volta da produttore
musicale.
Tanti
gli amici presenti: Sofia Bruscoli, Francesca Brienza, Mario Zamma,
Monica Setta, Elisa D’Ospina, Marcelo Fuentes, Alex Partexano,
Miriam Fecchi, Pablo e Pedro, Christian Marazziti, Roberta Garcia,
Laura e Silvia Squizzato, Karim Proia con il marito; Vincenzo Merli e
tanti altri.
Una vera” prima volta” nel mondo discografico per entrambi: Casalino si è calato con successo in una veste nuova in questo ambito come cantante e Mauro Atturoche questa volta si è aperto con successo ad una nuova sfida produttiva.
“Le emozioni per me sono il motore di
tutto, sia nella mia vita imprenditoriale all’interno della mia
azienda la Problem Solving, che produttiva.” – afferma Mauro
Atturo – “Produrre spettacolo è una assoluta necessità, di
utilizzare l’arte in ogni sua forma, dal cinema al teatro e adesso
anche nella musica, per ispirare nel pubblico esempi da seguire.”
Mauro Atturo annovera già come
produttore diversi success: per il teatro “Call Center 3.0”
campione di presenze degli ultimi cinque anni, superando ogni record
di botteghino al Teatro de Servi di Roma. Per il cinema invece fra le
sue ultime produzioni: ha coprodotto “SCONNESSI” di Christian
Marazziti e “COMPROMESSI SPOSI” con Abatantuono e Salemme,
musicale.
Il magico incontro del cantautore con
Mauro Atturo,
un imprenditore illuminato e di successo, C.E.O. della Problem
Solving, produttore teatrale e cinematografico, un uomo che crede nel
talento, artistico e professionale.
Il talento è un elemento che va
coltivato ed aiutato, sia nella sua azienda la Problem Solving,
specializzata in teleselling per la più grande compagnia telefonica
d’Italia, attraverso la formazione, elemento cardine del suo
operare, che nell’arte, ha dato vita a questo concerto del 23
Novembre, che ha preso il nome il nome dall’ultima fatica
discografica del cantautore “Il
Fabbricante di Ricordi”
pubblicato lo scorso 13 settembre per festeggiare i suoi 10 anni di
successi, insieme al tour musicale.
Una raccolta di tutti i suoi più grandi
successi come autore e compositore, interpretati da lui stesso in una
veste inedita e impreziositi in alcuni casi da duetti con gli stessi
Artisti che li hanno portati al successo.
.
L’eccellenza è di casa nelle scelte di
Mauro Atturo afferma: “Si può resistere a tutto tranne alle vere
tentazioni “. E quella di produrre lo spettacolo di uno tra i
migliori Cantautori Italiani, Roberto Casalino, rappresenta la
definizione di un’autentica sincronicità magica fra i due, quanto
una inevitabile tentazione appunto.
Mauro Atturo ha avuto ancora fiuto
scegliendo di sostenere questa produzione, visto il successo riscosso
nel pubblico in questa magica serata nel cuore di Roma.
Lo “human value” della Problem
Solving risulta ancora vincente e coinvolge ad alti livelli due tra i
maggiori rappresentanti della musica italiana per unirvisi e portare
modelli a cui far riferimento.
La filosofia di un’azienda diventa
coinvolgente quando mette al centro l’essere umano, i suoi bisogni
e la sua sensibilità.
La musica è il miglior veicolo per
raggiungere il cuore delle sensazioni e trasformare gli stati
d’animo. Atturo e Casalino questo lo sanno bene entrambi.
La serata si è conclusa con una standing
ovation del pubblico, colpito dalla magia generata da tutti questi
ingredienti vincenti.
Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la commedia vietata ai minori di 18 anni scritta e diretta dal maestro dell’hard: nel cast tre pornostar internazionali
Divertimento e trasgressione venerdì 6 e sabato 7 dicembre al teatro Bolivar di Napoli (via Bartolomeo Caracciolo, 30) con “I morti fanno paura?”, commedia in due atti scritta e diretta dal maestro dell’hard Mario Salieri (spettacolo alle ore 21, biglietto 25 euro, prevendite su www.go2.it). Una farsa macabra, vietata ai minori di 18 anni, ispirata all’atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1926 dal titolo “Requie a l’anema soja…”. E non è la prima volta che Salieri si misura con il drammaturgo napoletano. Negli ultimi anni infatti ha realizzato due opere audiovisive rispettivamente intitolate “Il cilindro di Mario Salieri” e “I morti non fanno paura”, entrambe ispirate alle omonime commedie eduardiane.
Nel cast, oltre a consumati attori di teatro, quali Ciro Grano, Carlo Maratea e Alberto Pagliarulo, sono annoverati giovani talenti come Anika Russo, Fausto Bellone, Massimo Polito, Raffaele Calafiore e Bianca Maria Stella. Tra i protagonisti compare anche Franco Pinelli, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio, Aldo Giuffrè e tanti altri mostri sacri del teatro italiano. Da segnalare anche la partecipazione di Rossella Visconti, Valeria Borghese e Monique Covet, tre pornostar di fama internazionale.
La vicenda è ambientata a fine anni 60 nel quartiere di Montecalvario dove una coppia di sposi per arrotondare le esigue entrate economiche è costretta ad affittare uno spazio del proprio appartamento ad un commesso viaggiatore, un uomo che nella vita ha subito molte disgrazie e che è ossessionato dalla paura dei morti. Da questa premessa si sviluppa una storia divertente e al tempo stesso tragica, incentrata sulle superstizioni tipiche del popolo partenopeo. Ma in questa commedia nulla è come sembra e lo spettatore si troverà direttamente coinvolto in situazioni inattese, spesso dal sapore trasgressivo.
L’obiettivo di Salieri è certamente quello di creare una crepa nella linea di demarcazione che storicamente divide il mondo del porno da quello dei puristi della settima arte. E lo ha fatto dedicandosi alla realizzazione di film ispirati alla drammaturgia eduardiana, candidandosi alla direzione artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli, recentemente assegnata a Marisa Laurito, e mettendo in scena la commedia che sarà rappresentata al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e 7 dicembre.
L’udienza della causa civile in corso a Milano sul recesso da parte di ArcelorMittal slitta al 20 dicembre. Morselli: “Garantita la continuità produttiva”
MILANO – Dopo le indicazioni positive dal vertice di Palazzo Chigi dei giorni scorsi, dal Tribunale di Milano arriva l’ufficialità che ArcelorMittal e governo stanno muovendo passi concreti per sbloccare la situazione dell’ex Ilva, l’acciaieria che il gruppo indoeuropeo ha minacciato di abbandonare dopo averla rilevata dall’amministrazione straordinaria.
Sono state trovate le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo per mantenere la produttività ordinaria degli stabilimenti dell’ex Ilva, e per questo l’udienza della causa civile in corso a Milano è stata rinviata al 20 dicembre. A deciderlo è stato il giudice Claudio Marangoni nel procedimento sul ricorso cautelare d’urgenza presentato dai commissari dell’ex Ilva contro l’addio di ArcelorMittal, nel quale sono presenti come parti la Procura milanese, la Regione Puglia e il Comune di Taranto.
Alla domanda se ArcelorMittal abbia garantito al tribunale l’impegno nel portare avanti le attività produttive dell’Ilva, Giorgio Denova, avvocato dell’Ilva in amministrazione straordinaria, ha risposto: “Sono stati assunti impegni secondo quanto previsto”. “C’è un clima positivo – ha aggiunto il legale – quando le udienze sono così corte…Comunque c’è sempre da lavorare”. https://video.repubblica.it/dossier/ex-ilva-2019/ex-ilva-rinviata-l-udienza-a-milano-clima-positivo-trattativa-puo-portare-ad-accordo/348958/349541 E’ stata l’ad Morselli di ArcelorMittal a garantire “il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva”, secondo quanto riferito da fonti all’Ansa, e questo impegno è assicurato “in pendenza di questo giudizio fino al prossimo 20 dicembre”. Sono tre gli scenari che si prospettano, a questo punto. Il primo prevede che, al ritorno in aula pochi giorni prima di Natale, le parti si rendano conto che ci vuole altro tempo per negoziare e chiedano un nuovo rinvio; il secondo e’ che si trovi un accordo e, in questo caso, si estinguerebbero la causa originata dal ricorso d’urgenza e quella, la cui prima udienza e’ prevista a maggio, incardinata su iniziativa di ArcelorMittal; il terzo scenario e’ che la trattativa naufraghi definitivamente e si arrivi a una decisione del giudice Marangoni in tempi brevi.
Ieri del caso aveva parlato a lungo il ministro Sefano Patuanelli, per il quale il governo non lavorerà a un accordo “al ribasso” e con ogni probabilità prevederà l’intervento pubblico, quasi certamente attraverso Invitalia (controllata al 100% dal Mef). Il titolare del Mise ha indicato Invitalia come “una delle possibilità in campo per un’eventuale ingresso dello Stato” in Ilva, “più difficile invece l’ingresso di Cdp”. Il Ministro si anche spinto ad evocare la possibilità di una ricostituzione dell’Iri come timone della politica industriale, raccogliendo l’apprezzamento della Cgil e di Stefano Fassina (Leu) e ha definito “un errore” la privatizzazione della siderurgia (cioè dell’Ilva).
Intanto, a Taranto, l’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, dopo l’incontro con il governatore Michele Emiliano, ha garantito che rispetterà tutti i pagamenti alle imprese dell’indotto e, nel generale clima distensivo, inaugurato la politica della “porta aperta”.
Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.
Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.
Perché lo fai?
Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.
L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.
Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:
Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
Di quali argomenti pensi che scriverai?
Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?
Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.
Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.
Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.
DUE REALTA’ VINCENTI
DANNO VITA AD UN PROGETTO AD UNA ESPERIENZA EMOZIONALE
23 NOVEMBRE
AUDITORIUM CONCILIAZIONE – ROMA
IL FABBRICANTE DI
RICORDI – TOUR 2019
ROBERTO CASALINO
SPECIAL GUEST
ALESSANDRA AMOROSO
L’incontro di due realtà
vincenti, Roberto Casalino e Mauro Atturo, due essere umani che
conoscono perfettamente il significato dei termini passione,
sacrificio e chiarezza di obiettivi ha dato vita ad un nuovo progetto
di successo.
L’Auditorium
Conciliazione di Roma il 23 novembre 2019 alle ore 21 ospiterà
infatti un grande concerto dal titolo “Il
Fabbricante di ricordi” – Tour 2019 di Roberto Casalino,
uno tra i migliori cantautori Italiani, un vero esempio di successo e
su questo ha molto da dire la sua storia che parte dal basso in un
mondo semplice e di pura e viscerale genuinità.
Trova in sé stesso la forza di emergere, trova nella sua
determinazione la spinta ad affermarsi ed essere riconosciuto ad oggi
un punto di riferimento tra i migliori cantautori del panorama
nazionale.
È
stato infatti il suo modo inedito di poetizzare le sue canzoni a
permettergli di ottenere una dozzina di successi al primo posto in
classifica come compositore e paroliere.
Scrive
per Mengoni vincendo con “L’essenziale” il Festival di Sanremo
nel 2013, “Non ti scordar mai di me” e “Novembre” portate al
successo nel 2008 da Giusy
Ferreri.
Ad Emma dona “Cercavo Amore” e “Mi parli piano”. Per Fedez scrive “Magnifico”, “Distratto” per Francesca Michielin, “Sul ciglio senza far rumore” per Alessandra Amoroso. E tante altre canzoni per Annalisa, Nina Zilli, Francesco Renga, Dear Jack e Antonello Venditti. Vanta collaborazioni anche con Tiziano Ferro e Elisa.
Il
magico incontro del cantautore con Mauro
Atturo, un imprenditore
illuminato e di successo, C.E.O. della Problem Solving, produttore
teatrale e cinematografico, un uomo che crede nel talento, artistico
e professionale.
Il
talento è un elemento che va coltivato ed aiutato, sia nella sua
azienda la Problem Solving, specializzata in teleselling per la più
grande compagnia telefonica d’Italia, attraverso la formazione,
elemento cardine del suo operare, che nell’arte, ha dato vita a
questo concerto del 23 Novembre, che prenderà il nome dall’ultima
fatica discografica del cantautore “Il
Fabbricante di Ricordi”
pubblicato lo scorso 13 settembre per festeggiare i suoi 10 anni di
successi, insieme al tour musicale.
Una
raccolta di tutti i suoi più grandi successi come autore e
compositore, interpretati da lui stesso in una veste inedita e
impreziositi in alcuni casi da duetti con gli stessi Artisti che li
hanno portati al successo.
Una
vera” prima volta” nel mondo discografico per entrambi: Casalino
si cala in una veste nuova in ambito discografico e Mauro Atturo che
annovera fra le sue produzioni: per il teatro “Call Center 3.0”
campione di presenze degli ultimi cinque anni, superando ogni record
di botteghino al Teatro de Servi di Roma. Per il cinema invece fra le
sue ultime produzioni: ha coprodotto “SCONNESSI” di Christian
Marazziti e “COMPROMESSI SPOSI” con Abatantuono e Salemme, questa
volta la si apre ad una nuova sfida, nella produzione musicale.
L’eccellenza
è di casa nelle scelte del suo C.E.O., Mauro Atturo afferma: “Si
può resistere a tutto tranne alle vere tentazioni “. E quella di
produrre lo spettacolo di uno tra i migliori Cantautori Italiani,
Roberto Casalino, rappresenta la definizione di un’autentica
sincronicità magica fra i due, quanto una inevitabile tentazione
appunto.
Per
Problem Solving produrre spettacolo è un’assoluta necessità di
utilizzare l’arte in ogni sua forma, dal cinema al teatro, per
ispirare nel pubblico esempi da seguire ed imitare. Mauro Atturo ha
avuto ancora fiuto scegliendo di sostenere questa produzione e lo ha
fatto nel migliore dei modi, affidando la regia e le coreografie
dell’evento ad un vero talento in ascesa,
Luca Di Nicolantonio.
Una
band al completo impreziosita dalla presenza di un quartetto d’archi,
un corpo di ballo con i migliori ballerini sulla piazza e scenografie
di altissimo impatto emotivo. A tutto questo si aggiunge la presenza
di Alessandra Amoroso,
special guest dell’evento.
Lo
“human value” della Problem Solving risulta ancora vincente e
coinvolge ad alti livelli due tra i maggiori rappresentanti della
musica italiana per unirvisi e portare modelli a cui far riferimento.
La
filosofia di un’azienda diventa coinvolgente quando mette al centro
l’essere umano, i suoi bisogni e la sua sensibilità.
La
musica è il miglior veicolo per raggiungere il cuore delle
sensazioni e trasformare gli stati d’animo. Atturo e Casalino
questo lo sanno bene entrambi.
Solo 399 esemplari, da riservare con largo anticipo ai clienti più affezionati. Il suo nome è Elva, e celebra le rinomate M1A e la M1L McLaren-Elva [Mk I], M1B [Mk II] e M1C [Mk III] progettate da Bruce McLaren negli anni ’60. Prodotte come versioni “cliente” dell’innovativa auto da corsa del Gruppo 7 McLaren, le vetture sportive Elva proponevano molti degli elementi di design e principi ingegneristici ed avanguardisti che sono oggi architrave delle auto stradali prodotte oggi dal marchio.PAOLO CRAPANZANO “McLaren continua a spostare i confini dello sviluppo di supercar e hypercar verso la ricerca di esperienze di guida eccezionali e senza eguali per i nostri clienti, e la Elva incarna questo spirito pioneristico”, spiega Mike Flewitt, CEO, McLaren Automotive.