Undici il numero delle meravigliose creazioni firmate Tosetti che hanno incantato il pubblico all’evento “La Solidarietà sfila in passerella” che si è tenuto lo scorso mese allo Stendhal di Oggiono, in Brianza, e che è stato organizzato dalla Fabio Sassi Onlus.
All’evento giunto alla seconda edizione ha fatto da regina e protagonista la beneficenza per l’associazione “Fabio Sassi” giunta al suo trentesimo anno di vita. Albino Garavaglia, presidente dell’associazione ha aperto la serata e ha ripercorso la nascita della fondazione.
Nella spettacolare location che ha ospitato la kermesse, davanti al suggestivo panorama dello splendido lago di Annone, Monica Gabetta Tosetti ha “sposato” la solidarietà e ha portato in passerella 11 favolosi modelli della sua collezione: 5 abiti da cocktail 3 haute couture ed infine 3 vestiti da sposa.
Emozioni, spettacolo, interventi musicali e artistici ma soprattutto moda e manifestazioni d’arte hanno regalato ad ospiti e pubblico una serata davvero indimenticabile. L’appuntamento è per il prossimo anno nello stesso luogo e siamo già impazienti di vedere la prossima collezione Tosetti.
Fare la Modella,
sogno di molte ragazze, come si inizia?
– Guarda io ho iniziato per puro caso. Un giorno un
fotografo mi ha contattata perché mi aveva notato su un social e mi ha chiesto
se avessi mai pensato di posare e se volessi provare a farlo. All’inizio ero
molto scettica perché non mi ci vedevo proprio, però poi, appoggiata anche dai
miei genitori, visto che ero piccolissima mi sono buttata e ci ho provato. Da
quel giorno non mi sono più fermata!
Cosa ti ha spinto a
fare la modella. Era già un tuo sogno da bambina?
– Come ho già detto prima, il caso! Infatti non ci avevo mai
pensato. Devo dire però che ora che lo faccio non mi sono proprio pentita perché
mi piace tantissimo. Mi piace interagire con il fotografo cercare di comunicare
attraverso i vari scatti, le varie pose, sguardi ed outfit le emozioni che
sento io quando sono sul set.
Che sensazioni hai
provato durante il tuo primo servizio fotografico?
– All’inizio proprio perché ero molto piccola ero intimidita
e mi sentivo un pò impacciata e rigida. Devo dire però che man mano si andava
avanti nel set mi scioglievo sempre di più. Un ringraziamento va anche al
fotografo perché ha saputo mettermi a mio agio così che il tutto riuscisse al
meglio. Una cosa molto importante infatti è il feeling che si crea tra
fotografo e modella, più c’è e più si ottiene un risultato migliore. A volte
per capirci infatti basta uno scambio di sguardi senza nemmeno avere bisogno di
dire nulla.
Una domanda frivola.
Quale è il tuo outfit preferito?
– Adoro i tacchi alti. A spillo sono il top! Mi fanno
sentore molto femminile sia che vengano portati con abiti eleganti che con
semplici jeans. Ovvio non disdegno outfit più semplici come leggins e
maglietta.
In un mondo sempre
più social quale è il rapporto con Istagram?
– Istagram è ormai il mio Social preferito, ci passo molto
tempo dove pubblico le mie foto e condivido la mia vita nelle storie. Mi piace
fare partecipe i miei follower di ciò che faccio. Anzi se vi va di seguirmi mi
potete trovare come @giady16
Che importanza dai ai
social network?
– È inutile negare che ormai sono diventati fondamentali
nella vita di tutti. A maggior ragione in un lavoro come questo dove
rappresentano una vetrina molto importante che ci permette di farci vedere e
quindi di emergere. Non posso quindi negare che hanno molto importanza se usati
in modo appropriato.
C’è un fotografo con
cui vorresti lavorare?
– Guarda a me piace molto posare e quindi son ben felice di
farlo con tutti i fotografi che mi propongono cose interessanti. Ognuno ha il
suo stile e mi piace mettermi in gioco in modo che possa apprendere il più
possibile da ognuno di loro. Uno in particolare ce l’ho però per scaramanzia
non voglio dirlo chissà che il mio sogno un giorno si possa avverare. Sarete i
primi a saperlo! Dopo di me ovviamente!
Modelle e fotomodelle:
quanto conta l’aspetto fisico e quanto quello caratteriale per il successo in
questo lavoro?
– Inutile nascondersi dietro alle parole ed essere ipocriti.
In questo mondo se sei carina e hai un bell’aspetto hai sicuramente una carta
in più e ti presenti già con un bel biglietto da visita. Si lavora con la
propria immagine quindi questo conta assolutamente. A volte si cerca la
particolarità che rende caratteristici, ma sicuramente un bell’aspetto aiuta
molto. Per quanto riguarda il carattere devi essere molto “cazzuta”
si può dire? Devi affrontare ogni giorno il bello ma anche il brutto di questo
lavoro, quindi se non hai carattere e personalità per affrontare le varie sfide
che ti si presentano, l’aspetto estetico non basta.
Rimanendo nella moda
settore quali sono i tuoi progetti per il futuro?
– Ora come ora non saprei dirti. Non mi piace
pianificare le cose e non ho la sfera di cristallo, quindi prendo le cose come
vengono. Spero solo di poter continuare a fare questo lavoro e che mi si
presentino sempre cose nuove ed interessanti
Monica, bentrovata. Poco tempo fa siamo rimasti incuriositi da una tua recente partecipazione nella Capitale. La terza settimana di marzo, infatti, ti abbiamo visto a Roma alle prese con una sfilata di gran rilevo, in occasione della presentazione della nuova collezione By Nicole. E poi sappiamo che è in atto una nuova collaborazione, una vera e propria sinergia tra Tosetti Sposa e Nicole Fashion Group. Quali sono intanto i caratteri preminenti e quali i colori dominanti per il 2020? Che ruolo nello specifico hai rivestito nella Capitale?
I colori predominanti anche per il 2020 saranno ancora il colore naturale della seta ed il rosa cipria…Affiancati dal nude!
Il mio ruolo era di buyer (ma anche blogger) ed infatti dal mese di aprile l’atelier Tosetti Spose di Como diventa Best Partner di Nicole Fashion Group, unico in città e nella provincia comasca, che sarà un punto vendita privilegiato delle Collezioni 2020 della Maison, con tutti i suoi marchi: Alessandra Rinaudo, Nicole Spose, Jolies, Colette, Romance, oltre a Pronovias e St. Patrick.
Che sensazioni ti ha lasciato l’evento nel complesso?
Mi ha lasciato sensazioni favolose! La sfilata di Nicole Spose a Palazzo dei Congressi di Roma è stata davvero emozionante, un catwalk che ha raccontato il percorso di Nicole, la primogenita della stilista Alessandra Rinaudo, in una narrazione di eccellenza tutta italiana; bellezza e professionalità allo stato puro, a partire dal video che ha aperto il fashion show con la visione di una Nicole ‘bambina’, che si muove fra il profumo di gesso e borotalco, e il ticchettio regolare delle macchine da cucire, per arrivare a una storia che sa di magia nella quale ci ritroviamo da sempre.
Gli abiti erano splendidi ed è stato memorabile il finale della sfilata; mi è sembrato di vedere tre generazioni susseguirsi e…Soprattutto mi è sembrato proprio di vedere il sogno italiano avverarsi. ‘Un sogno italiano’, infatti, è quello di Alessandra Rinaudo e della figlia Nicole che si muove fra bridal outfit dalle linee Fifties con gli scolli omerali che sottolineano le spalle, le maniche a sbuffo che sembrano ali, il punto vita disegnato da cinture metalliche, le divertenti mantelline di pizzo o gli abiti dalle code leggere che creano movimento nell’incedere per poi arrivare a una sposa dal mood giovane e fresco, in grintosi abbinamenti di gonne di tulle e felpe, abiti corti e stivali di pizzo o micro bolerini su pantaloni dal taglio impeccabile. Insomma una collezione preziosa, versatile, che interpreta la femminilità nelle sue infinite sfaccettature e che Tosetti Sposa non vede l’ora di mostrare alle future spose.
La scorsa settimana Quentin Tarantino ha finalmente svelato il trailer di uno dei film più attesi degli ultimi anni: «Once Upon A Time In Hollywood», con protagonisti nientemeno che Brad Pitte Leonardo DiCaprio, due attori alla ricerca di fama nella dorata scena cinematografia californiana del 1969. La nona pellicola del pluripremiato regista uscirà in tutte le sale italiane il prossimo settembre, ma i primi 90 secondi mostrati in anteprima offrono già un assaggio dell’atmosfera tipicamente pulp di Tarantino, tra ultra-violenza a tinte pop e ironia pungente. Un assaggio di film che dà modo, soprattutto, di dare uno sguardo anche alle scelte di stile che hanno contribuito a delineare le personalità di ogni personaggio. Rappresentando tanto i look tipici da «calda giornata sotto il sole di Los Angeles», con Brad Pitt in una classica T-shirt bianca, senza tempo, camicia hawaiana e jeans slim, quanto l’eleganza casual di Leonardo DiCaprio, con chiodo di pelle marrone abbinato a pantaloni sartoriali. Dei capi d’abbigliamento che, sebbene siano stati pensati per identificare due personaggi di 50 anni fa, riprendono alcuni dei must have da indossare per questa primavera/estate 2019. E da cui abbiamo preso spunto per una selezione shopping decisamente…tarantiniana. Dal sofisticato tuxedo indossato da Pitt, ai toni camel sfoggiati da DiCaprio, ecco qualche idea di stile per vestire alla «Once Upon A Time In Hollywood».
Qual è l’età giusta per sfondare come modella? 16? 25? 30? Chiedetelo a Iris Apfel, e vi risponderà più o meno così: 97. Alla soglia del secolo, l’interior designer, imprenditrice e icona di stile newyorchese ha firmato il suo primo contratto globale con la prestigiosa agenzia di modelli/e IMG, e oggi nel fashion system non si parla d’altro. “Iris è un’icona con un talento sconfinato. Irradia creatività e ispirazione e siamo eccitati all’idea di esplorare con lei opportunità uniche e nuove, in cui le sue doti naturali potranno essere condivise con il mondo”, ha commentato il presidente di IMG Models Ivan Bart a WWD. “A 97 anni, continua a dimostrare che l’età è solo un numero e non dovrebbe essere qualcosa che ti definisce”.
Iris Apfel modella a quasi 100 anni (ad agosto ne compirà 98) la dice lunga sull’evoluzione dei canoni estetici contemporanei. Soltanto qualche anno fa, la scelta dell’autrice Joan Didion (84) come volto della campagna Primavera Estate 2015 di Céline aveva generato una sorprendente ondata di “grey models”: modelle rigorosamente over 60, colme di stile e di fascino, che da allora sono apparse sempre più numerose tra gli scatti e le passerelle di brand più o meno indipendenti, determinati a rivolgersi (finalmente) a un pubblico più variegato. Volti iconici, come Benedetta Barzini (per Antonio Marras), Isabella Rossellini (per Lancôme e Dolce&Gabbana) o la mitica Veruschka (per Acne Studios), ma anche donne comuni, dalla grazia innata, al di là di ogni convenzione anagrafica. Un fenomeno scaturito poi nella fondazione, a Londra, della Grey Model Agency: la prima agenzia consacrata esclusivamente a modelli e modelle dalla chioma argentea.
Età a parte, Iris Apfel (nata Barrel) ha dalla sua una personalità e un carisma ineguagliabili. Dall’istituzione della Old World Weavers, la compagnia tessile fondata nel 1950 insieme al marito Carl Apfel, ha plasmato il gusto per il décor di intere generazioni. A partire dai piani alti(ssimi): alla sua visione si sono affidati anche 9 presidenti degli Stati Uniti per (ri)arredare la Casa Bianca durante i loro mandati (cc: Truman, Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan e Clinton). A lei e al suo stile inconfondibile nel 2005 il MET di New York ha perfino dedicato una mostra, Rara Avis (Rare Bird): The Irreverent Iris Apfel, a cui hanno fatto seguito un documentario, Iris, nel 2014, e una biografia, Iris Apfel: Accidental Icon, nel 2018. Il titolo di quest’ultima è forse quello che meglio condensa la sua essenza: “Non si può piacere a tutti. Io mi vesto per me stessa, e poi accada quel che accada”, ci aveva raccontato in un’intervista esclusiva qualche anno fa. Di certo, grazie alla IMG, qualcosa di nuovo sta per accadere.
Il Dott. Paolo Di Lernia, famoso e rinomato chirurgo plastico, oggi ci aiuterà a capire degli aspetti fondamentali della sua professione.
D: Qual è la differenza tra Chirurgo plastico e Chirurgo estetico?
R:
Il Chirurgo plastico consegue una
specializzazione universitaria in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
dopo sei anni essendo già laureato in Medicina e Chirurgia e dopo aver vinto un
concorso . Il chirurgo estetico non esiste. Qualsiasi medico può effettuare
interventi di estetica a suo rischio e autonominarsi tale.
D: Che cosa ne pensa di tutte queste persone che vanno all’estero per
sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica convinti di risparmiare? Rischiano di andare incontro a
conseguenze inaspettate? Di che entità?
R: Credo che siano delle persone male
informate con una dose di incoscienza. L’intervento può andare bene ma se
dovesse esserci una complicanza a chi si rivolgono? I miei pazienti hanno il
mio numero diretto in funzione h24 nel post intervento. Inoltre per esperienza,
i pazienti che hanno complicanze difficilmente tornano dove li hanno operati e
rivolgendosi ad altri chirurghi spesso spendono molto di più di quanto
avrebbero pagato inizialmente.
D: Che idea si fatto di quei centri estetici che hanno in dotazione macchinari
ed apparecchiature che, per sicurezza e professionalità, dovrebbero essere
utilizzate da medici preparati?
R: Dovrebbero essere chiusi e il personale denunciato, ma il problema è la disinformazione di chi si rivolge a loro.
D: Quando consiglia un intervento di chirurgia plastica?
R: Quando un problema è sentito dalla persona tale da dover essere trattato.
D: Le è mai capitato di dire di no ad un papabile paziente?
R: Si, spesso
D: Su quale concetto si base la tecnica di liposcultura VASER?
R: Ultrasuoni che per effetto cavitazione distaccano i lobuli adiposi emulsificando il grasso che dopo viene aspirato da una cannula collegata ad un sistema di aspirazione. E’una procedura che dovrebbe essere effettuata solamente da chirurghi plastici esperti ed adeguatamente istruiti.
D: Tra i suoi pazienti possiamo incontrare anche nomi noti. Come cambiano le esigenze di chi chiede il suo aiuto?
R: A seconda della percezione della propria immagine corporea rispetto all’attività che si svolge. Ad esempio un’attrice di teatro chiederà un tipo di ritocco più “naturale” rispetto ad una pornostar.
D: Quante persone hanno avuto bisogno di lei per riparare gli “errori” di altri?
R: Parecchie. Solitamente quelle operate da
medici “improvvisati” . Una volta ho rimosso protesi mammarie dopo un mese
impiantate da un geriatra; altre volte correzioni di nasi operati da otorini o
liposculture effettuate da ginecologi, o da dermatologi.
D: Ci sono medici che si appoggiano a centri estetici per iniezioni di sostanze
che probabilmente non dovrebbero neanche entrare in un centro estetico. Che cosa
ne pensa di questi personaggi e quanto è importante “appoggiarsi” ad una
struttura idonea?
R: Il problema è che quasi sempre in questi centri, ovviamente non autorizzati, ci sono medici non specialisti che spesso utilizzano prodotti di “dubbia” provenienza per poter tenere i prezzi bassi. La cosa assurda è che a volte chi utilizza prodotti iniettivi non è personale medico.
D: Quanto è importante che un chirurgo plastico rilasci un certificato di qualità, sia sui prodotti che sul proprio operato?
R: E’ fondamentale rilasciare documentazione
sulla tracciabilità di tutto ciò che si impianta e sulla tipologia di
intervento e sul luogo dove si effettua l’intervento.
D: Quale messaggio invia a chi vuole rivolgersi ad un Chirurgo Plastico?
R: Rivolgersi soltanto ad un medico specialista in Chirurgia Plastica e non avere
soltanto il prezzo come punto di riferimento poiché se pensi che un
professionista costi molto, non sai quanto ti costerà alla fine un
incompetente.
L’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria modifica il codice della comunicazione commerciale: “Ci sarà il divieto di utilizzare immagini di persone anoressiche o bulimiche”
Stop ai modelli estetici “anoressici” nella pubblicità: entra in vigore domani una modifica del Codice di Autodisciplina delle Comunicazione Commerciale che introduce, all’articolo 12 bis, “il divieto di Stop ai modelli estetici “anoressici” nella pubblicità: entra in vigore domani una modifica del Codice di Autodisciplina delle Comunicazione Commerciale che introduce, all’articolo 12 bis, “il divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute”. Lo annuncia lo Iap, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria. La modifica include “in modo esplicito” il palese richiamo a “condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”.
L’art. 12 bis del Codice Iap – ricorda l’Istituto nella nota – disciplina “la comunicazione commerciale di prodotti o servizi suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente e, in generale, vieta il ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli”. Con le modifiche, la norma “include ora in modo esplicito anche quelle rappresentazioni che richiamano palesemente condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”.
La modifica, spiega ancora lo Iap, “nasce dalla consapevolezza degli operatori della comunicazione che i modelli estetici proposti dalla pubblicità possono in qualche misura condizionare soprattutto il pubblico dei più giovani nel perseguire determinati stili di vita e canoni estetici.
Certamente i disturbi del comportamento alimentare sono legati a particolari condizioni di disagio psichico le cui cause sono molteplici. Tuttavia inseguire dei modelli estetici veicolati dai mass media che esaltano le ‘icone della magrezza’ può contribuire negativamente ad alimentare tali disagi e suggerire comportamenti errati nei soggetti già predisposti”.
Da qui “l’assunzione di responsabilità da parte dell’Istituto, degli enti e degli operatori che ne fanno parte, nel dare il proprio contributo a vigilare su questo nuovo fronte, attivando i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova norma”.
Per il segretario generale dello Iap, Vincenzo Guggino, si tratta di “un ulteriore passo avanti nella tutela del pubblico dei più giovani, obiettivo sempre perseguito dal codice Iap con norme specifiche, come l’articolo 11, che vieta tra l’altro di indurre ad adottare l’abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l’esigenza di seguire uno stile di vita sano. Impegno che ha portato, peraltro, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria a firmare già nel 2014, un protocollo con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza”.
Mancano pochi giorni alla presentazione della Capsule Collection per la prossima stagione di abiti Haute Couture e Sposa che avverrà il 26 febbraio per le vie di Como. Abbiamo fatto due chiacchiere presso l’Atelier Tosetti Sposa con Monica Gabetta Tosetti in fase di preparativi per la giornata.
Monica, uno shooting per le vie della città. Da dove viene l’idea?
Devo confessarlo…Questa volta ho preso spunto dagli eventi Dolce & Gabbana dell’estate scorsa, tenutasi a Como e a Roma: hanno presentato le loro Collezioni nelle vie delle città e nelle ville più belle! Sono rimasta talmente affascinata nel vedere valorizzata la nostra splendida cittadina, che ho desiderato una presentazione simile per le mie nuove Collezioni!!
Quante saranno le modelle e quanti capi indosseranno?
Le modelle saranno 3 …Il numero perfetto!! I capi presentati saranno in totale 15, una Capsule Collection per la prossima stagione di abiti Haute Couture e Sposa! Naturalmente tutti Made in Italy e realizzati con tessuti di Como!
Quali sono i colori dominanti nella donna vestita “a cerimonia”?
Non ho toccato molto i colori, anche se per le prossime Collezioni il colore sarà all’ordine del giorno..Eccetto due capi; ho preferito tenermi sui colori classici Cerimonia ed ho preferito giocare con gli accessori! Gli scatti effettuati dalla fotografa saranno quindi parte del prossimo catalogo Tosetti Sposa?
Si, gli scatti faranno parte del Catalogo ma anche delle nostre pagine social per permettere a tutti di vederli in tempo reale.
Un’ispirazione che nasce da Dolce & Gabbana. Non si può dire che tu sia solita “volare basso”. In cosa consiste il tuo obiettivo e quello di Tosetti Sposa?
Non sei la prima a dirmelo…Purtroppo sono un’esteta nata ed il mio pensiero è sempre quello di andare a guardare e ad ispirarsi alle cose più belle…Volo sempre alto ma prendo solo spunto…Sarebbe impossibile raggiungere i guru della moda! L’obiettivo di Tosetti , che in questo momento seguo oltre che per la parte marketing, anche per la parte stile a quattro mani con mio figlio Alessandro, è quella di tornare a proporre il bello, il prezioso, il ricercato! Pur mantenendo un prezzo contenuto! Il mio obiettivo è quello di combattere la bassa qualità e la mancanza di eleganza che dilaga ai nostri giorni!
Nella splendida location barocca nel cuore della Capitale, un fine settimana di grandi suggestioni. Un sabato sera dedicato ad un esclusivo bridal fashion show e una domenica riservata alle più importanti wedding planner con brunch, foto e mille sorprese.
Gli eleganti saloni di Palazzo Brancaccio, sono stati teatro dell’evento BRIDAL WEEKEND IN ROME che, sabato 9 e domenica 10 febbraio 2019, ha catalizzato l’attenzione della città.
La collezione Nature, dedicata ad una donna che ama osare, che esalta la femminilità con disegni a sirena capaci di tracciare sinuose silhouette, accostati ad eleganti mantelle o con abiti romantici e moderni, composti da body in pizzo macramè abbinati a gonnelloni di tulle in seta e chiffon, impreziositi da preziosi dettagli floreali in rilievo e ricami in cristallo realizzati a mano.
MICHELE SPANO’ – ANTONELLA SALVUCCI Ph. Carlo Piersanti
Una donna minimal chic quella interpretata dalla seconda capsule collection, la Elegance, che esalta la semplicità e la raffinatezza femminile di una donna moderna, attuale e sobria, che indossa l’eleganza espressa da un tessuto straordinario come il mikado in seta, capace di valorizzare la fisicità femminile con forme geometriche, gonnelloni principeschi e bustini stretti in vita.
Una passerella aperta dall’eterea delicatezza degli abiti dedicati alle più piccole protagoniste del matrimonio, che hanno sfilato tra le spose e i modelli della nuovissima collezione sposo che prende il nome di Alexander Katei, figlio della stilista, pensata per esaltare l’essenza e la classe di un uomo elegante e distinto con la personalità per osare, giocando con forme e colori. Ma è la donna la vera musa ispiratrice della sfilata, non solo negli abiti per la sposa ma anche nella collezione moda dedicata alle altre figure femminili che, per un giorno, vogliono indossare abiti unici, capaci di renderle protagoniste, accanto alla sposa, del red carpet ideale del matrimonio. Creazioni di alta moda, colori di tendenza, eleganti ricami, pietre raffinate, tessuti freschi ed eleganti, per donne che amano l’essenziale ma che sono capaci di stupire per un giorno.
GIANMARCO BELLUMORI – ROBERTA NARDI (Abito BAHIA FASHION DI GAETANA TAMBURINI) Ph. Carlo Piersanti
Oltre 500 gli ospiti che hanno assistito a questa indimenticabile sfilata che resterà negli occhi di tutti grazie alle meravigliose immagini fotografiche di Valeria Santoni, alla sapiente regia audio e video di Nico Celano, all’immagine sognante delle splendide modelle, opera di due grandi professionisti della bellezza come la make up artist Sandra Lovisco e il famoso hair stylist Marco Fava, alle scenografiche composizioni floreali di Donatella & Giuliano che hanno impreziosito gli eleganti complementi ed accessori d’arredo di ELE Light, creando una wedding experience coordinata dalla wedding & event planner Anna Chiatto, capace di orchestrare la coralità delle singole voci di questo importantissimo evento dal sapore unico ed indimenticabile, che Palazzo Brancaccio e Maria Laurenza hanno offerto al pubblico ed alla stampa. Impeccabili le hostess di Accademia del Lusso coordinate dalla professoressa e giornalista Mariella Valdiserri. Numerosi i personaggi vip che hanno presenziato all’evento gustando il delizioso cocktail proposto al termine della sfilata dagli chef di Le Voilà Banqueting che gestisce, sotto la conduzione di Andrea Azzarone, questa sontuosa location, proponendo matrimoni unici e raffinatissimi menù. Dopo i numerosi finger food con tartine e canapé, diversi piatti caldi hanno preceduto una fantasia di zuccherose prelibatezze tra le quali le wedding cake di Dolce Alice.
La serata è stata presentata e chiusa dalla giornalista e conduttrice Barbara Castellani, che ha accompagnato la stilista, intervistandola nelle tre sale e raccogliendo insieme a lei il tributo del pubblico.
ISABELL DI RIENZO – ROBERTA NARDI (Abito BAHIA FASHION DI GAETANA TAMBURINI) Ph. Carlo Piersanti
Presenti all’evento moltissimi personaggi del mondo della Tv, della cultura e dello spettacolo: dalla bellissima Antonella Salvucci al grande hairstylist Michele Spanò, poi Elsy Alparicio, Cesare Deserto, le fotomodelle Isabell Di Rienzo e Daniela Rosati, l’attore Gianmarco Bellumori e ancora il makeup artist Paolo Luciani solo per citarne alcuni. Oltre 500 persone tra pubblico, ospiti e Vip. Insomma un evento a dir poco memorabile.
ROBERTA NARDI – DANIELA ROSATI – Abito BAHIA FASHION DI GAETANA TAMBURINI
E dopo il successo della serata, la domenica di Palazzo Brancaccio è stata dedicata alle più importanti wedding planner italiane, che hanno potuto ammirare ed indossare gli abiti da sposa di Maria Laurenza protagonisti della sfilata, in un tripudio di scatti fotografici al photoboot di Kiosk, stampando decide di foto e condividendo questi momenti attraverso dirette e storie sui loro canali social e su quelli dell’evento, tra sorrisi, giochi e soprese, gustando il delizioso brunch ideato per loro da Dora Letteriello di Le Voilà Banqueting per Palazzo Brancaccio, la spettacolare location che, per due giorni, è stata il centro del mondo del wedding.
’70, ’80 e ’90: l’operazione nostalgia continua. I brand di sportswear di quegli anni tornano alla ribalta (anche quelli che sembravano scomparsi) e dominano lo street style. Mentre gli stilisti per le loro collezioni interpretano il mood in modo innovativo
l successo in tempi recenti del pensiero di Zygmunt Bauman (sociologo, filosofo e accademico polacco scomparso nel 2017), e del suo libro Retrotopia, hanno fatto della passione per quello che si conosce bene, che si ricorda, che rassicura e che fa parte del passato, un trend fortissimo. E come sempre il pensiero influenza nettamente la moda, che da qualche stagione è inguaribilmente attratta dalle citazioni ‘vintage’ e fa riemergere richiami di stile che vanno dai seventies ai nineties, ripescando e rimescolando trend e capi culto in un gioco che non teme di esaurirsi. Tra i filoni più importanti della moda retrospettiva, c’è quello dell’athleisure, una ossessione che ha convinto stilisti del lusso (come Gucci, Kenzo, Giamba), emergenti illustri (come Off White) ma soprattutto ha fatto risorgere brand storici come Fila, K-Way o Robe di Kappa trasformandoli in marchi di culto.
Una scena del film Borg McEnroe con Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason
Il fascino della retrotopia
A far montare la panna rétro ha contribuito non poco il mondo della fiction televisiva e cinematografica. Le serie rassicuranti come Stranger Things, che nonostante i temi horror più che spaventare ricordano pellicole-culto come i Goonies, il sublime gusto retro di Wes Anderson che col suo personaggio di Richie Tenenbaum ha inaugurato un filone di tennisti cinematografici culminato in Borg McEnroe; la superba Tonya e i suoi look estremi interpretati da Margot Robbie, sono solo alcune ispirazioni tra serial e film che hanno (ri)portato nel cuore degli stilisti dalle fasce di spugna alle giacche a vento ultra leggere in acetato.
Off White
Tra gli appassionati del tema ci sono Alessandro Michele per Gucci, che mixa in modo altalenante accenti di sportswear col classico, e Virgil Abloh che per Off White ama i colori fluo, i track pants e mostrare belly bottoms che tanto ricordano Sporty Spice, Britney Spears e tutto quel momento degli anni novanta in cui mostrare l’addome era un must. Non solo stilisti ma anche pop star: su tutte Dua Lipa, che dell’athleisure in stile ‘90s ha fatto la sua nuova divisa on stage: felpe, tute, pancia scoperta, top sportivi, trainers e bob liscissimo.
Nuovi segni del tempo
A sinistra Kendall Jenner in Adidas, a destra Dua Lipa
Quando su Regent Street a Londra ha fatto capolino una vetrina piena di capi Fila, proprio in prossimità del tempio dello shopping di classe Liberty, si è capito che il retro athleisure era davvero tornato per restare. Molti brand che sembravano scomparsi dal mercato sono tornati prepotentemente in chiave street: Robe di Kappa, Champion, Sergio Tacchini, Ellesse, Australian e Kangol sono solo alcuni dei brand che propongono una gamma di capi sportivi e d’ispirazione che va dagli anni settanta ai novanta. Colorati, in spugna, sintetici o di cotone, logo-centered e con bottoni a pressione, i capi servono allo scopo di una nuova comodità che parla di stile e ispirandosi alle super top Kendall Jenner e Bella Hadid si abbinano con occhiali di forma cat-eye geometrica ed estrema e scarpe con il tacco, per delineare nuovi linguaggi di street style.
Fila
Classici e nuovi classici
Accanto ai brand sopra menzionati si schierano i grandi classici con un passato significativo che restano in auge sin dalle scorse stagioni: Calvin Klein continua il revival dell’intimo in cotone reso famoso da Kate Moss e Mark Wahlberg negli anni ’90, Tommy Hilfiger cavalca il ritorno nel mondo hip hop e altri brand proseguono la tradizione di pezzi che hanno fatto la storia. K-wayfa rivivere Le Vrai, la giacca a vento packable che ha fatto la storia di gite e vacanze di coloro che sono stati bambini e adolescenti negli anni ’80; Superga dà un tocco ancora più ‘70s alla classica 2750 in tela aggiungendo una platform in paglia intrecciata; Lacoste nella sua collezione LIVE fa rivivere tutto l’heritage tennis-chic del brand. Polaroid recupera per la sua Heritage Collection le linee degli occhiali utilizzati negli anni ’30 per la visione dei film 3D: i modelli hanno mantenuto le scritte iconiche sul frontale dando al modello un look ultra eclettico.
Rewind, forward e viceversa
Preen
Le giacche di Nylon oversize e con le maniche puffy, che ricordano le linee anni ’80, si sono viste nella collezione Resort 2019 di Giamba mentreThornton Bregazzi per Preen le ha utilizzate in stile anni ’90 stropicciandole, accorciandole e fondendole coi toni e le linee classici del trench. Barbara Buiesalta il lato femminile e sexy della blusa dagli accenni varsity. Palm Angels ha fatto dell’athleisure con forti citazioni ‘90s un pilastro della sua identità, alternando top sporty, tute con logo e crop top con zip.
Barbara Bui
Kenzo fa sfilare occhiali da sole dove lo sci anni ’70 incontra l’eclettismo mirrored ‘80s e lo unisce a giacche aggiustabili in nylon in tinte fluo accostate a stampe floreali e check che mixano il textile design dei due decenni. Dsquared2 prende il casual sportswear dei ‘90s con i suoi accenni fluo e le fantasie camo e le mixa con giacche a vento dalla rilassatezza ‘80s. Il brand francesce Ami per la collezione Ami Smiley ha adattato l’icona ‘Smiley’ a dei capi basic proprio come succedeva nel momento di successo della madre di tutte le emoji che veniva stampata soprattutto su t-shirt e baseball caps: in questa versione, lo smiley viene dotato di un berretto hipster: passato e futuro si congiungono.