Monica Gabetta Tosetti all’International Tour Film Festival 2019: sarà presente alla serata conclusiva e vestirà l’attore e presentatore Roberto Luigi Mauri

Dal 9 al 13 ottobre a Civitavecchia si terrà la tappa conclusiva dell’VIII° Edizione. La nota stilista e marketing manager di Como Monica Gabetta Tosetti sarà presente alla serata finale del Festival e vestirà l’attore e presentatore della giornata conclusiva appunto, Roberto Luigi Mauri.

L’VIII° Edizione dell’International Tour Film Festival – di cui si è tenuta lo scorso 3 ottobre a Roma la conferenza stampa di apertura – si svolgerà presso la Cittadella della Musica a Civitavecchia, in via Gabriele D’Annunzio, 2.

Quest’anno si contano ben 3600 opere iscritte da 110 nazioni, come ha evidenziato Piero Pacchiarotti il Presidente dell’ITFF; esattamente il doppio rispetto alla passata edizione. Numeri davvero sorprendenti per non parlare delle peculiarità della kermesse: 7 sezioni in gara di cui 2 riservate ai giovani ed un “vincente assoluto” (premio della critica); in programma 2 workshop, presentazioni di libri a tema, un meeting sulla costituzione e moltissimo altro che troverete dettagliato sul sito ufficiale del Festival: http://www.internationaltourfilmfest.it/

La madrina della manifestazione sarà Ester Vinci, affascinante e poliedrica attrice di numerose fiction tra cui Squadra Antimafia; l’edizione corrente è introdotta nella prima serata da Simone Gallo ed Anastasia Vasilyeva e si chiude invece con la conduzione dell’attore Roberto Luigi Mauri ed Elisa Tassi.

Il film d’apertura è Il Signor Diavolo, opera ultima di Pupi Avati che vede fra gli attori Andrea Roncato che sarà premiato per i suoi 40 anni di carriera. Gli altri premi della serata saranno il Fashion Award a Daniela Poggi e lo Special Award allo Chef Bruno Brunori.

Infine chiusura domenica 13 con la premiazione di tutte le opere vincenti per ogni sezione e la consegna dell’ ITFF Career Award a Gennaro Cannavacciuolo.

Durante questi 5 giorni, con orario continuato dalle 15 alle 24 si alterneranno tantissime manifestazioni collaterali come presentazione di libri, mostre fotografiche, workshop, meeting che vedranno la presenza di numerosi artisti.

Il fantasma nel cielo di Carlotta Tempestini, ecco come si presenta la Pole Dancer italina

Com’ è la tua vita quotidiana fuori dallo sport?
Nella mia vita quotidiana mi piace fare cose tranquille, quando non ho allenamenti o spettacoli uso il mio tempo libero per rilassarmi, ricaricare il mio corpo,stare con la mia famiglia e gli amici più cari.Non mi piace stancarmi al di fuori degli allenamenti… Nella vita di tutti i giorni poso spesso per fotografi come secondo lavoro, poi devo occuparmi dei costumi per i miei spettacoli e di ripassare le coreografie… di tempo libero mi rimane poco. Comunque la pole per me non è uno sport .. ma un elemento artistico che aggiungo ai miei
show

 Carlotta Tempestini
Carlotta Tempestini

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?
una giovane donna… con un corpo tonico modellato dall’ attività fisica, a mio agio col mio corpo del quale
non cambierei nulla, non perché sia perfetto ma a me va bene così

Ci racconti tutto dall’ inizio come ti sei avvicinata a questo sport?
Ho iniziato con danza classica e moderna poi ho aggiunto tessuti aerei. Tre anni fa il mio insegnante di aerea portò me e altri ragazzi a Italia s got talent e lì ho conosciuto un’ istruttrice che mi ha invitata a provare e ha detto che sono portata e dovevo assolutamente iniziare

Tu ti senti bella?
sinceramente sì.. mi sento bella e anche molto fortunata per ciò che la vita mi ha dato. col passare degli anni ho imparato a apprezzarmi sempre di più e a ignorare chi magari mi dice che sembro ingrassata, non ho le tette o altro… quando le critiche sanno d’ invidia poi valgono quasi più dei
complimenti

Cosa significa per te essere bella?
la bellezza è soggettiva.. ognuna ha il suo punto di forza… tutto sta nel trovarlo e valorizzarlo. molto importante secondo me è avere una bella postura. Per quanto riguarda la linea a me non piacciono ragazze troppo magre ma giuste. Comunque tutte possono essere belle magari anche una ragazza in carne, per esempio può avere uno sguardo magnetico e occhi stupendi che un’ altra non ha.

Quali sono le tue aspirazioni future?
Mi piacerebbe avere un agente che mi organizzi ancora più trasferte all’estero di adesso. sono già stata in varie parti di Europa con la tribute ufficiale italiana di Katy Perry in cui lavoro come ballerina ma mi piacerebbe andare anche fuori dall’ Europa

poi mi piacerebbe avere qualche esperienza valida di recitazione, magari interpretando una ballerina o una poler. Poi adoro fare i video musicali ne ho già fatti alcuni e mi piacerebbe farne altri

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?
a volte sembra tutto difficile… ci sono persone che mi hanno ingaggiata per qualcosa e poi era una truffa, ci sono persone che mi consigliano di smettere perché così ho troppo poco tempo lobero, chi critica il mio stile e chi ce la mette tutta per farmi sentire inferiore. La soluzione è mettere da parte cose o persone negative come se non esistessero. Mi è successo anche di fare un’ esibizione non perfetta come avrei voluto… L’ importante è capire l ‘ errore e mai mollare. Le cose da mollare sono i lavori che non danno soddisfazione e le persone negative. Per quanto riguarda la pole nello specifico sono 3 anni che la pratico e non ho mai pensato di mollarla e non l’ ho mai vissuta come una competizione di campionati mondiali, la uso solo come aggiunta nei miei spettacoli…forse farò dei campionati più avanti ma per ora faccio
solamente la show girl.

E’ necessario integrare la pole con qualche altra attività tipo la corsa o la palestra?
La corsa secondo me assolutamente no… la corsa serve a bruciare calorie… per la pole ci interessa aumentare forza muscolare e flessibilità… quindi sì alla palestra anche se io personalmente preferisco addominali glutei e flessioni a corpo libero. Gli esercizi di flessibilità per spaccate e schiena sono fondamentali per fare belle figure. Sarebbe da integrare danza per la grazia e le linee

Quali sono le ragioni per cui una donna dovrebbe avvicinarsi alla pole dance?
Dipende… ci sono più possibilità. dipende dall’ obiettivo che hanno le donne in questione. Per esempio ginnaste che vogliono fare campionati, artiste ballerine come me che vogliono ampliare i loro show con qualcosa in più, o semplicemente donne che vogliono tenersi in forma divertendosi e facendo amicizia. Ma attenzione perché non è un’ attività solo da donne, ci sono anche molti uomini che la praticano.

Sul piano fisico in particolare quali sono i maggiori benefici?
Tonicità, definizione muscolare, resistenza alla fatica, aumento della forza.

Un consiglio a chi vuole iniziare?
all ‘ inizio non è facile perché serve molta forza nelle braccia.. il consiglio è non arrendetevi perché a nessuno riesce subito. Altra cosa.. il palo è super scivoloso, cercate di andare a lezione con la pelle pulita e
asciutta, pulite il palo con alcool prima dell’utilizzo e scegliete un buon grip.

Se venite dalla danza e magari siete molto flessibili vi consiglio lezioni private perché in questo modo imparerete più in fretta e potrete provare prima le figure avanzate.

SpaziAMO: Fashion Show. E la direzione artistica porta la firma di Michele Spanò.

SpaziAMOfashion show sta arrivando. Un’ iniziativa collaterale alla mostra STARS, dalla Street art alla Space Art. A cura di Simona Capodimonti, è organizzata da Stefano Aufieri, con Palazzo Velli e si terrà il 2 ottobre 2019 alle ore 21,00 presso Palazzo Velli zona Trastevere a Roma.

La direzione artistica è di Michele Spanò, noto hairstylist delle Dive nella Capitale e la Special Guest della serata sarà Antonella Salvucci che indosserà per l’occasione un abito della stilista Fabiana Gabellini.

Si tratta di un evento esclusivo, un fashion show tra arte, moda e stile, che sarà presentato dalla giornalista Barbara Castellani e vedrà tra i protagonisti della scena gli stilisti Monica Bartolucci, Fabiana Gabellini, Giuliana Guidotti, Ilian Rachov, Fina Scigliano, Marta San Giovanni Gelmini, Carla Campea Gioielli Arte in regola.

Si “Spazierà” nel mondo della politica, imprenditoria, giornalismo, cultura, moda, spettacolo, con donne che si sono distinte nella società civile che si metteranno in gioco e prenderanno parte ad una sfilata di eccellenze e in un contesto innovativo e creativo di una mostra d’arte.

Si tratta di un’iniziativa collaterale in occasione della mostra STARS, dalla Street art alla Space Art, a cura della storica dell’arte e curatrice di arte urbana Simona Capodimonti, dal 28 settembre al 5 ottobre 2019 presso Palazzo Velli, organizzata da Stefano Aufieri e Palazzo Velli Expo – Alessandro D’Alessandro e Valeria Cirone, nell’ambito di un ricco calendario di iniziative collaterali. La mostra STARS, nata in occasione dell’anniversario dei cinquant’anni dello sbarco sulla luna, vuole celebrare il rapporto tra Arte e Scienza, dal momento che artisti e scienziati sono in grado di vedere cose e creare mondi prima degli altri e portare il loro contributo all’umanità, dove noti street artists esporranno le loro opere per spiegare temi complessi del Cosmo con un linguaggio semplice e molto amato della street art.

Di pari passo le donne invitate nell’evento SpaziAMO sono persone che con il loro lavoro,impegno, dedizione, stile ed energia hanno dato un apporto significativo all’Universo, lasciando un segno e contribuendo con il loro esempio all’evoluzione del pianeta. L’iniziativa è una dichiarazione d’amore all’Universo, per sentirci tutti più responsabili con le nostre azioni e parte di un qualcosa di più grande, e la possibilità di comunicare importanti messaggi culturali, ambientali e scientifici veicolandoli al grosso pubblico attraverso la godibilità di una mostra e di una serata mondana e glamour.

L’evento Spaziamo è sensibile alle tematiche di inclusività ed è attento alle diverse abilità e si vedrà sfilare tra le varie donne della società civile anche una donna non vedente accanto al suo fedele cane, come segno di autonomia nella vita quotidiana nonostante la disabilità visiva.

Il fashion show si svolge nella location prestigiosa Palazzo Velli, un palazzo storico romano nel cuore di Roma che si sta distinguendo come punto di riferimento per le mostre ed eventi nel centro di Trastevere.

Evento riservato su invito

Comunicazione IPMagazine e INBrand adv.

Per accrediti stampa info@palazzovelli.it

Giunge in Laguna e gli scatti diventano immediatamente virali sul web: ancora se ne parla. Monica Gabetta Tosetti ospite a Venezia 76.

Ancora se ne parla. Forse perchè sono oltre 130 mila gli affezionati followers che seguono la sua pagina instagram. Stiamo parlando della fashion stylist e marketing manager Monica Gabetta Tosetti, che venti giorni fa e precisamente il 6 settembre, è giunta in Laguna in compagnia della deliziosa Laura Sonvico – la sua amica del cuore vestita per l’occasione dal talentuoso stilista Alessandro Tosetti, figlio di Monica – catturando subito l’attenzione della magica Venezia.

Un tripudio di scatti che sono diventati immediatamente virali sul web, condivisi della sua seguitissima pagina Instagram. La bellissima fashion influencer, elegantissima in uno splendido abito di Alessandra Rinaudo, era infatti ospite della presentazione del film di Ciro Guerra “Waiting for the Barbarians”, con Johnny Depp e Robert Pattinson e del K Party alla Palazzina Grassi animato dai noti Dj Ernest & Frank.

Difatti, uno dei figli di Monica, Gabriele Tosetti è un attore e modello che ha preso parte al film “Assassinio sull’oriente Express” con Johnny Depp e Penelope Cruz. Ha mantenuto poi ottimi rapporti con Jonny Deep che, appena giunto in Italia, ha invitato Gabriele e Monica alla presentazione di questo nuovo film “Waiting for the Barbarians”, prodotto dalla Iervolino Entertainment.

Ma c’è di più. A proposito di moda e nuove idee, va detto che la poliedrica imprenditrice, brillante neurochirurgo, oltre che titolare di un noto atelier di alta moda sposa a Como, Monica Gabetta Tosetti ha scelto di lanciare proprio a Venezia 76 la nuova tendenza “free hands” che vuole le donne libere di muoversi senza borsa agli eventi top. Una scelta che si è rivelata più che efficace ed infatti ancora oggi se ne parla.

Un pomeriggio e sera indimenticabili quelli dello scorso 6 settembre in cui Monica si è mossa a proprio agio con la sua innata eleganza, ammirata e fotografata sul red carpet prima di tornare, alla fine della serata, ai suoi numerosi impegni professionali nella città di Como.

Esce su break magazine la biografia di Antonio Valente

La progettazione  delle  gallerie  sta assumendo sempre più un carattere  multidisciplinare investendo i più svariati campi del- l’ingegneria e delle nuove tecnologie esecu- tive: dalla geologia alla geotecnica fino al- l’ingegneria ambientale e della sicurezza in- tegrando anche aspetti prettamente propri dell’ingegneria strutturale e impiantistica.

a gestione delle gallerie stradali, con il maggiore sviluppo delle stesse e la maggiore attenzione svi- luppata ai temi della sicurezza, è diventata sempre più complessa, integrando attrezzature (tra cui i sistemi di ventilazione e antincendio) e metodi operativi sempre

più complicati. Questi ultimi comprendono l’utilizzo di sistemi di con- trollo e di supervisione che consentono di gestire decine di centinaia di elementi da controllare, oltre a poter includere scenari di gestione sempre più sofisticati.

Negli ultimi anni l’ANAS ha pubblicato, sia per esigenze di indirizzo, controllo ed omogeneità della progettazione sia per esigenze dovute alle nuove Normative vigenti, la Circolare per le Linee Guida per la pro- gettazione della Sicurezza nelle gallerie stradali e la Circolare per le Caratteristiche Geometriche e Funzionali delle gallerie stradali. L’AIPCR – Associazione Mondiale della Strada nel 1957 ha creato la “Commissione gallerie stradali” al fine di affrontare tutta una serie di aspetti legati all’uso delle gallerie stradali, come ad esempio la geo- metria e l’attrezzatura ma anche la manutenzione, l’operatività, la si- curezza e l’ambiente. Da allora, sotto la supervisione dei presidenti che si sono succeduti la commissione ha prodotto raccomandazioni tecniche in tutti questi vari campi. Durante la preparazione del Con- gresso del centenario a Parigi nel Settembre 2007, i membri della com- missione hanno discusso in merito all’utilità di raccogliere, sintetizza- re e se necessario aggiornare la grande quantità di informazioni dis- seminate nelle varie relazioni e articoli. Durante il Congresso di Parigi si è deciso di proporre questa idea al comitato direttivo della AIPCR per il ciclo successivo della Commissione per l’operatività delle gallerie stradali. Tale proposta è stata adottata e alla commissione è stato ri-

chiesto di produrre un’enciclopedia elettronica, nel ciclo 2008-2011, da pubblicare sul sito web della AIPCR.

Nel ciclo 2008-2011 la Commissione dell’AIPCR denominata Comita- to Tecnico Internazionale C4 “Gestione delle gallerie Stradali”, il cui Presidente Internazionale è Pierre Schmitz (Belgio) ed il Presidente del Comitato Italiano è lo scrivente Autore, ha realizzato un manuale del- le Gallerie Stradali (Road Tunnels Manual), che è stato pubblicato  on- line sul sito internazionale della Associazione Mondiale della Strada – AIPCR (www.piarc.org e successivamente cliccare su Knowledge Ba- se, poi su Road Tunnels (Operations) e infine su Road Tunnels Manual (è possibile ottenere il manuale su http://tunnels.piarc.org/en/)  e che rappresenta una sorta di enciclopedia elettronica sul settore delle gal- lerie stradali. Questo lavoro svolto negli ultimi quattro anni è stato pre- sentato  al XXIV Congresso  Mondiale  della  Strada,  che si è svolto  dal

26 al 30 Settembre 2011 a Città del Messico. Attualmente è disponi- bile sul sito in lingua Inglese, Francese, Spagnola; agli inizi del pros- simo anno sarà disponibile anche in Italiano.

Il Road Tunnels Manual

Il Road Tunnels Manual è una enciclopedia  elettronica  con richiami continui, tramite dei link, ai principali articoli scritti in tutto il mondo per l’AIPCR sugli argomenti specifici trattati, ed è completato con un Dizionario Scientifico in numerose lingue.

Nel manuale sono stati affrontati i vari temi che interagiscono nella gestione di una galleria stradale, in cui rientrano tutte le apparec- chiature e i sistemi per l’ottimizzazione della ventilazione, per la di- minuzione dei rischi di incidenti, e i sistemi antincendio. In partico- lare, le sezioni in cui è diviso il manuale trattano:

     le problematiche strategiche;

     la sicurezza;

     i fattori umani per la sicurezza in galleria;

     le operazioni e la manutenzione;

     le problematiche ambientali collegate con le operazioni;

     la geometria delle gallerie, le dotazioni strutturali  legate al fun- zionamento e alla sicurezza;

     le apparecchiature e i sistemi; il comportamento della galleria ri- spetto al fuoco.

Il manuale si articola in due parti principali.

La prima parte considera gli aspetti generali delle gallerie stradali. Il capitolo 1 presenta gli elementi strategici principali di cui ogni re- sponsabile decisionale deve tenere conto prima di prendere una de- cisione riguardo la scelta o la progettazione di una galleria. Questo ca- pitolo si rivolge in particolare ai responsabili decisionali e ai Progetti- sti dei Paesi che stanno iniziando ad affrontare la costruzione o il to- tale rifacimento di una galleria. Il capitolo 2 tratta la questione fonda- mentale della sicurezza nelle gallerie, considerando in particolare i me- todi di analisi dei rischi. Il capitolo 3 prende in considerazione gli aspet- ti umani che interessano l’operatività delle gallerie stradali. I gravi in- cendi verificatisi nel 1999 e nel 2000 hanno confermato quanto sia importante tenere conto del comportamento umano nella fase di pro- gettazione. Il capitolo 4 esamina la gestione e la manutenzione delle gallerie, dove la durevolezza rappresenta un aspetto cruciale almeno tanto quanto la sicurezza. Il capitolo 5 tratta gli aspetti ambientali del- l’operatività delle gallerie stradali, non solo in termini di inquinamen- to dell’aria ma anche di inquinamento acustico e dell’acqua.

La seconda parte del manuale affronta particolari elementi delle gal- lerie prendendo in considerazione i requisiti operativi e di sicurezza. Il capitolo 6 tratta le caratteristiche geometriche delle gallerie e la loro influenza sull’operatività e sulla sicurezza. Il capitolo 7 si occu- pa degli impianti strutturali che supportano l’operatività e la sicu- rezza e che devono essere tenuti in considerazione nelle fasi inizia- li di progettazione di una galleria, al fine di non sottostimarne gli im- patti in particolare sui costi.

Il capitolo 8 rivede i diversi tipi di apparecchiature e sistemi delle gallerie e fornisce raccomandazioni per tutta la durata del loro ciclo di vita. Infine, il capitolo 9 si concentra sul comportamento dei ma- teriali, delle strutture e dell’attrezzatura in caso di incendio.

Il manuale si conclude con un glossario che mostra i contenuti del Dizionario  delle  gallerie  AIPCR. Il presente  manuale  è un documen- to in costante evoluzione, concepito in modo da tenere il passo con i frequenti sviluppi tecnologici adottati in rapporto alle gallerie, dal- la progettazione all’operatività, così da poter essere facilmente inte- grato con le nuove relazioni che saranno prodotte dalla commissio- ne durante i cicli successivi.

Naturalmente, nel tema della sicurezza entrano in gioco anche i fat- tori umani, e il Comitato delle Gallerie Stradali ha condotto studi per ottenere una migliore comprensione del comportamento degli utenti in galleria sia in situazioni normali che critiche, fornendo raccoman- dazioni per la progettazione dei tunnel. Inoltre, tra i fattori umani bi- sogna citare anche gli operatori del tunnel e le squadre di intervento (Vigili del Fuoco, Personale delle ambulanze, Polizia), che devono in- teragire con il sistema galleria in modo efficace e tempestivo.

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda le apparec- chiature e i sistemi. Quando le gallerie stradali sono più lunghe di

500 m, sono dotate di attrezzature specifiche per garantire la sicu- rezza degli utenti.

A seconda delle caratteristiche  della galleria, quali la lunghezza, la densità del traffico, la presenza di traffico uni o bi-direzionale, esi- ste una grande varietà di apparecchiature elettromeccaniche (illu- minazione, ventilazione, punti di alimentazione) e altri sofisticati si- stemi (di sorveglianza, controllo-comando, comunicazione, sistemi di allarme, radio-ritrasmissione).

Il Comitato C4 “Gestione delle Gallerie Stradali” è stato organizzato in cinque gruppi di lavoro, che hanno sviluppato tramite appositi Re- port, Raccomandazioni e Articoli i seguenti temi:

     gruppo di lavoro 1: “Migliorare il funzionamento e la manutenzio- ne della galleria”;

     gruppo di lavoro 2: “Gestire e migliorare la sicurezza nella galleria”;

     gruppo di lavoro 3: “Influenza del comportamento degli utenti in galleria”;

     gruppo di lavoro 4: “Ottimizzare la ventilazione e ridurre gli in- cendi”;

     gruppo di lavoro 5: “Valutare, organizzare e comunicare le cono- scenze sul funzionamento e sulla sicurezza della galleria”.

Il gruppo di lavoro 5, costituito prevalentemente dai Presidenti Na- zionali, ha sviluppato il “Road Tunnels Manual”, utilizzando sia i nuo- vi documenti prodotti dagli altri gruppi di lavoro sia tutti i documen- ti prodotti dall’AIPCR e dall’ITA (International Tunneling Association) negli ultimi anni, a cui si rimanda tramite appositi link.

Di seguito si riprendono alcune parti delle problematiche strategiche affrontate nel primo capitolo del manuale.

Una galleria costituisce un “sistema complesso” che è il risultato del- l’interazione di molti parametri diversi.

Tali parametri possono essere riuniti in sottogruppi, di cui i principali sono rappresentati nel grafico seguente (Figura 2). Tutti questi para- metri sono variabili e interattivi, sia all’interno di ogni sottogruppo sia tra i sottogruppi stessi. La ponderazione relativa dei parametri e il loro carattere variano in funzione della natura di ogni galleria.

Figura 2 – Lo schema dei principali sottogruppi del “sistema complesso galleria”

Ad esempio: i criteri determinanti e la ponderazione dei parametri non sono gli stessi per una galleria urbana e una galleria di montagna; i parametri cambiano a seconda che si tratti di gallerie corte o lunghe, o ancora di gallerie attraversate da veicoli che trasportano merci pe- ricolose o di gallerie nelle quali è ammesso solo il trasporto di pas- seggeri; i criteri non sono gli stessi per una galleria di nuova costru- zione o una galleria da ristrutturare  o riqualificare in modo da essere resa conforme ai nuovi standard in materia di sicurezza.

Nota 1: i collegamenti sono multipli e spesso reversibili. Il concetto ge- nerale della galleria e la sezione funzionale sono posti al centro della figura. Si possono creare schemi simili posizionando altri fattori al cen- tro della figura.

Nota 2: il primo cerchio rappresenta i “campi tecnici”. Alcuni campi rappresentano aspetti multipli:

     sicurezza: regolamentazione-analisi dei rischi-mezzi di intervento- requisito di disponibilità;

     geologia: geologia-geotecnica-dimensionamento strutturale;

     opere civili: metodi-programma di costruzione-rischi e pericoli;

     operatività: operatività e manutenzione (aspetti tecnici);

     costi: costruzione-operatività-manutenzione giornaliera-riparazio- ni principali;

     ambiente: regolamentazione-diagnosi-valutazione dell’impatto –

trattamento e attenuazione.

Nota 3: il secondo cerchio rappresenta il “contesto” nel quale il pro- getto deve essere sviluppato.

Alcuni elementi rappresentano aspetti multipli:

     ambiente umano: sensibilità-urbanizzazione- presenza di edifici o infrastrutture;

     ambiente naturale: sensibilità-acqua-fauna-flo- ra-qualità dell’aria-territorio;

     natura dei trasporti: natura e volume del traffi- co-tipologia-tipi di merci trasportate-ecc.;

     varie limitazioni esterne: accessi e particolari li- mitazioni-condizioni climatiche-valanghe-stabi- lità del terreno-contesto socio-economico-ecc.;

     livello di redditività: accettabilità economica-ca- pacità di finanziamento-controllo dei costi fi- nanziari – contesto politico ed economico gene- rale in caso di Concessione o Partenariato pub- blico privato (PPP).

La progettazione di una nuova galleria (o il rifa- cimento e la riqualificazione di una vecchia gal- leria) richiede che siano tenuti in considerazione questi numerosi parametri. L’albero decisionale relativo a questi parametri è complesso e richie- de il contributo di parti esperte e multidisciplina- ri. Esse devono intervenire  il prima possibile per i seguenti motivi:

     per permettere che tutti i parametri rilevanti sia- no considerati sin dall’inizio del progetto;

     per evitare le tante potenziali insidie rilevate nei progetti in corso o nelle gallerie completa- te da poco.

Tali errori includono la considerazione tardiva del- l’attrezzatura richiesta per l’operatività e la sicu- rezza, nonché lo sviluppo di un sistema di su- pervisione senza integrare i risultati dell’analisi

Un intervento rapido contribuisce a una migliore ottimizzazione del progetto, sia dal punto di vista della sicurezza sia in termini di costi di costruzione e operativi. Esempi recenti indicano che le ottimizzazioni (ingegneria civile – ventilazione – evacuazione in sicurezza) apportate nelle prime fasi del progetto possono contribuire in modo significati- vo alla riduzione dei costi.

Ogni galleria è unica e richiede un’analisi specifica che tenga conto di tutte le condizioni specifiche

e particolari. Tale analisi è essenziale per fornire risposte idonee e per:

     ottimizzare il progetto da un punto di vista tecnico e finanziario;

     ridurre i rischi tecnici, finanziari e ambientali;

     garantire il livello richiesto di sicurezza per gli utenti della galleria. La progettazione e l’ottimizzazione di una galleria richiedono:

     un inventario completo e dettagliato di tutti i parametri;

     un’analisi delle interazioni tra i parametri;

     la valutazione del grado di flessibilità di ciascun parametro e, se necessario, della sensibilità di ognuno di essi in riferimento agli obiettivi richiesti.

Le condizioni di sicurezza in una galleria risultano da molti fattori che sono presentati nel Capitolo 2 del manuale. E’ necessario tenere con- to di tutti gli aspetti del sistema, che è costituito sia dall’infrastruttura stessa per la garanzia della sicurezza sia dal suo funzionamento, dai suoi interventi, veicoli e utenti.

L’infrastruttura è un parametro importante per i costi di costruzione. Tuttavia, si può investire molto nell’infrastruttura senza migliorare le condizioni di sicurezza se non si considerano parallelamente le di-

dei rischi, il piano d’emergenza o le procedure operative.

Figura 4 – La ventilazione, apparecchiature e sistemi antincendio

sposizioni fondamentali in materia di:

     organizzazione, mezzi materiali e umani, procedure operative e di intervento;

     formazione del Personale operativo;

     attrezzatura dei servizi d’emergenza con materiale efficiente e formazione del Personale addetto;

     comunicazione con gli utenti.

Una galleria è un “sistema complesso”, il che significa in particolare che:

     affrontare la progettazione di una galleria soltan- to dal punto di vista del tracciato, della geologia, dell’ingegneria civile può causare gravi difetti di progettazione, che probabilmente renderanno la galleria meno sicura;

     analogamente, anche affrontare la progettazione di una galleria soltanto dal punto di vista dell’at- trezzatura operativa, senza integrare un’analisi a monte dei rischi e della sicurezza, degli interven- ti e dell’operatività, può causare difetti che appa- riranno molto rapidamente non appena la galle- ria sarà aperta al traffico;

     la mancata considerazione, dalla fase prelimina- re di progettazione, di tutti gli obiettivi e le restri- zioni riguardanti l’operatività e la manutenzione determinerà inevitabilmente maggiori costi ope- rativi e una minore affidabilità complessiva.

Sfortunatamente, il trattamento parziale dei proble- mi è un fenomeno ancora piuttosto frequente a cau- sa dell’assenza di una sufficiente “cultura delle gal- lerie” dei vari soggetti coinvolti nella progettazione. Il controllo di questo sistema complesso è difficile ma essenziale per poter:

     trovare la soluzione giusta a ogni problema;

     assicurare che gli utenti abbiano un sufficiente li- vello di sicurezza e offrire loro un servizio di qua- lità e un buon comfort.

Parallelamente, il controllo di questo sistema com- plesso contribuisce molto spesso all’ottimizzazione tecnica ed economica del progetto, attraverso una chiara e tempestiva definizione delle funzioni che de- vono essere garantite e l’applicazione di un valido

La considerazione, sin dall’inizio del progetto, degli aspetti principali in tema di:

     tracciato, caratteristiche geometriche e funzionali, geologia, crite- ri e metodi in materia di opere di costruzione dell’ingegneria civile (Figura 3);

     ventilazione, apparecchiature e sistemi antincendio (Figura 4);

     sicurezza (attraverso un’analisi preliminare dei rischi e dei perico- li e un piano d’emergenza preliminare);

     condizioni operative e di manutenzione costituisce un approccio ef- ficace per la progettazione, realizzazione e gestione delle gallerie stradali.

Il manuale delle gallerie stradali non ha l’obiettivo di essere un manua- le di progettazione; ha come unico obiettivo la sensibilizzazione dei let- tori al fine di facilitare l’approccio e la comprensione di questo com- plesso campo, per permetter loro di evitare errori, purtroppo accaduti molto spesso, e per poter così percepire la possibilità di ottimizzazione. Il manuale permette di avere una visione completa delle disposizioni tecniche per l’attuazione da parte dei Progettisti, delle azioni che do- vranno essere eseguite dagli utenti, o delle disposizioni da adottare da parte degli operatori in modo da realizzare un tunnel sicuro e con al- te prestazioni, ottimizzando i costi di costruzione e di funzionamento, nonché riducendo al minimo i rischi.                                          

* Ingegnere Vice Direttore Centrale Progettazione dell’ANAS SpA e Presidente del Comitato Italiano C4 “Gestione delle Gallerie Stradali” dell’AIPCR

Intervista a Sabrina Roma fotomodella italiana: Tutti i personaggi in pochi scatti in instagram _sabrinaaaaa_27

Cosa rappresenta per te la moda in un cotesto sociale?
Per me la moda è: Esprimere me stessa, le mie sensazioni ed emozioni, le mie qualità, la mia bellezza sia interiore che esteriore, e le mie imperfezioni. La moda per me è anche una tendenza soggettiva che vogliamo esercitare, esprimere, seguire ed inventare…

Hai raggiunto tanti obiettivi, qual è quello più significativo per te?
Sono esattamente due anni che faccio la fotomodella, ho iniziato facendo un programma televisivo e da lì mi si sono aperte molte strade… A questo punto direi quello più significativo è stato l’inizio, perché se non avessi iniziato quel programma con la mia testa, fortunatamente sempre senza ascoltare i giudizi degli altri, non sarei qui (professionalmente parlando)!

-Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?
Dunque, al momento non ho nessun progetto in pentola… Ma chissà più avanti.

Raccontaci una tua Gionata tipo?
Dunque: mi alzo, colazione e pulizie di casa, dopodiché pranzo con la famiglia, pomeriggio uscire o per centri commerciali o aperitivi, cene o in famiglia o fuori. Ed infine o serata in discoteca (quando voglio far tardi) o in un pub (quando non voglio far tardi ahah)

Artisticamente, quale personaggio vorresti somigliare?
Virginia Raffaele. Comica e raffinata, simpatica, spontanea, talento unico, secondo me una delle poche Artiste con la maiuscola.

Cosa vorresti che le persone capissero di te?
Ho imparato una cosa finora, durante questi 19 anni… Non voglio stare tutta la vita a farmi cercare di capire dalle persone… Se mi vogliono aiutare, amare e/o anche odiare benvenga, sennò come si dice a Roma: “shalla” ahahah, la vita è una, io me la godo occupandomi delle cose a cui amo e tengo. Quindi niente!

Come nasce la passione perla moda?
All inizio la vedevo solo come una cosa che devi sfilare, devi essere magra e mangiare gallette tutti i giorni… Ma con il tempo mi sono ricreduta.in questi due anni ho fatto delle sfilate, io non ero molto entusiasta, ma fino a quando una persona mi ha fatto capire la moda non è avere un fisico perfetto, è un emozione che devi saper esprimere. Perché è lì che tu lo puoi fare davanti a tutti, ti fai valere, fai vedere la tua sensualità, la tua gioia, la tua sabri interiore che farai uscire fuori e che tutti ammireranno! Da la ho capito, sempre secondo il mio punto di vista, il senso e l amore per la moda!

Quali sono le difficoltà di intraprendere questo mestiere in italia?
Che la maggior parte delle volte devi essere raccomandato!

Ultima domanda… il senso della vita?
Io penso sia la nostra nascita: in fondo se siamo venuti al mondo un motivo ci sarà… Sta a te decidere come andrà la tua vita, sia in bene sia in male, le persone che sceglierai o che ti capiteranno… E ricordarsi sempre che si vive una volta sola!

I sapori della cucina Mediterranea incontrano la creatività di quella francese :Positano Gourmet, a cena con le stelle”, la rassegna culinariache venerdì 13 settembre alle ore 20,30 .

I sapori della cucina Mediterranea incontrano la creatività di quella francese in una serata a picco sul mare della Costiera Amalfitana. Terzo appuntamento con “Positano Gourmet, a cena con le stelle”, la rassegna culinariache si svolge da tre anni al ristorante stellato Michelin “La Serra” dell’Hotel Le Agavi di Positano (via G. Marconi, 169 – www.leagavi.it – 089 81 19 80) con l’incontro di venerdì 13 settembre alle ore 20,30 tra l’executive chef Luigi Tramontano e lo chef Romain Barthe dell’Auberge de Clochemerle nel Beaujolais.

Pur avendo due filosofie diverse di cucina entrambi gli chef brillano per creatività e rispetto della stagionalità dei prodotti. Tramontano, ad esempio, ha scelto come aperitivo un tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta.  Barthe punta su un bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone. La “sfida” proseguirà tra funghi, manzo e salsa genovese per poi culminare nei dolci con fichi e cioccolata fondente. A “La Serra” tutto sarà accompagnato come di consueto dai vini selezionati da Nicoletta Gargiulo.

Sfruttando gli ultimi scampoli d’Estate, gli ospiti potranno ancora optare per una tavolo in terrazza dove è possibile ammirare tutta la splendida baia di Positano. Mentre chi sceglie di restare in sala rimarrà incantato dai suoi colori, dalle cupole decorate con foglie dorate al pavimento in maiolica azzurra.

Ultimo appuntamento con “Positano Gourmet” il 10 ottobre con lo chef Angelo Carannante del Caracol a Bacoli.

Menù del 13 settembre

Aperitivo

–        Tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta (Chef Luigi Tramontano)

–        Cubo di lardo, con caviale Oscietra e salsa Bercy  (Chef Luigi Tramontano)

–        Tartelletta con cheese cake caprese (Chef LuigiTramontano)

–        Bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone (Chef Romain Barthe)

Menu

–       Fungo, fungo, fungo… (Chef Luigi Tramontano)

–        Fagottelli ripieni di salsa  genovese con pollanca e cipolla ramata di Montoro  (Chef Luigi Tramontano)

–        Filletto di manzo arrosto alla noce di cocco, semola speziata con uvetta di Corinto, confettura di melanzane e cumino (Chef Romain Barthe)

–        Fichi e fichi d’india (Chef Luigi Tramontano)

–       Variazione di cioccolato fondente della Maison Valrhona (Chef Romain Barthe)

Angelica Preziosi fotomodella italiana, l’Anita Ekberg dei nostri tempi…

Angelica Preziosi, modella romana doc (nata nell’Isola Tiberina), è quella che si definisce la ragazza della porta accanto malgrado la sua regale e raffinata bellezza. Capelli lunghi biondi, occhi color mare e un metro e 77, Angelica é già molto nota ed ha tante esperienze al suo attivo in Italia ed all’Estero: dai massimi concorsi di bellezza nazionali a sfilate per stilisti di fama mondiale, ma le sue maggiori qualità sono l’umiltà ed il sacrificio. Angelica, infatti, oltre all’attività di modella è stata una delle volontarie della comunità di Sant’Egidio per il progetto “La scuola della pace”: ha aiutato bambini italiani e stranieri a studiare e divertirsi. Angelica Preziosi è oggi una modella matura che, dall’esperienza già espressa nel cinema e nel mondo della moda, ha tratto insegnamento per i suoi prossimi impegni. L’ho incontrata a Roma, zona Ponte Milvio, quindi l’invito per l’intervista concessa negli studi di Gold Tv. Ne sono nate discussioni interessanti che sono andate ben oltre la sua attività artistica: la propria esperienza di vita, i suoi sogni, un confronto di idee libero, profondo e costruttivo che delineano una modella con le idee chiare, pronta a viaggiare e ad imparare ogni giorno pur di migliorare ed essere professionale in tutto. Sì, perché Angelica è una perfezionista nata: non lascia nulla al caso.
Vediamo di conoscerla un po’…

1) Angelica, lo spettacolo è per te il lavoro di vita. Come nasce questa passione?

“Questa passione è nata per caso, nel corso del tempo ho cominciato con la moda andando a Milano con Elite model e, da lì, è cresciuta la voglia di conoscere questo mondo”.

2) Quali consigli daresti a chi vuole iniziare ad affacciarsi alla passerella ed ai servizi fotografici?

“Sicuramente quella di andare subito a Milano. E’ lì che ci sono le migliori agenzie e, ogni ragazza, può trovare quella che fa al proprio caso. Quindi di non demordere ai primi problemi, formarsi continuamente ed insistere sempre”.

3) C’è un modello cui ti ispiri?

“In realtà no, non c’è un modello preciso. Però mi piace molto la moda vintage e l’eleganza degli anni Sessanta, quella della “Dolce Vita”. Miti come Anita Ekberg, Marcello Mastroianni, la raffinatezza, i vestiti eleganti e le maniere cortesi, il corteggiamento classico e le buone maniere: lo ammetto, tutto questo mi ispira veramente molto e rappresenta un riferimento nel mio stile e nel mio modo di essere modella”.

4) Nella vita di tutti i giorni come sei?

“Nella vita di tutti i giorni sono molto semplice: jeans e scarpa bassa. Non vado certo in giro come se dovessi fare sempre un red carpet. Sono quella che si dice la ragazza acqua e sapone o della porta accanto. L’immagine che ho sui social è legata alla professione che faccio”.

5) Quali sono i tuoi prossimi impegni e obiettivi?

“A breve comincerò un lavoro a Bruxelles completamente nuovo e ne sono entusiasta. Continuerò a fare la modella e ad interessarmi del mondo dello spettacolo ma sono dell’idea che nulla è per sempre e serva essere pronti a nuove esperienze di vita. Sono curiosa ed odio la monotonia: la voglia di mettermi sempre in gioco è una delle mie principali caratteristiche”.

6) Qual è l’esperienza lavorativa che l’ha gratificata di più?

“Penso che ogni volta una nuova esperienza sia sempre una crescita. Ho avuto tante esperienze professionali gratificanti. Forse quella che mi ha colpito di più è stata la copertina come testimonial Figaro per Gucci Japan e stare in agenzia con Paola Benegas: la maggior parte delle ragazze sono straniere e essere italiana e stare lì è molto bello e significativo per me”

7) Cosa sono per lei l’amicizia e l’amore?

Sono valori molto importanti: sono le basi della nostra società. Oggi, purtroppo, sembra che prevalgano gli egoismi e i personalismi al senso di famiglia e di solidarietà sociale. L’amicizia e l’amore devono essere tutelati in un momento in cui la società se ne cura sempre meno. Ho lavorato nel volontariato per dare agli altri ciò che mi è stato insegnato dai miei genitori: l’altruismo, parole di conforto per chi è meno fortunato e un sorriso per tutti, che non costa nulla e fa tanto!”

Questa è Angelica Preziosi. E’ stata intervistata da riviste e giornali nazionali tra cui il Corriere della Sera. Attualmente lavora nello Showroom Pizzolato di Roma per “Diesel” winter 2019”. Ha avuto collaborazioni con Bulgari, Gucci e Ciesse Piumini.

Che dire, una ragazza acqua e sapone con un nome degno dei latini: Angelica. Nomen omen…o no?

Governo, Bellanova bersaglio dei social: “Quel vestito rispecchiava il mio stato d’animo”. Poi sfoggia i pois e incassa solidarietà Conte

La neoministra dell’Agricoltura risponde su Twitter alle critiche sull’abito sfoggiato al Quirinale e al titolo di studio. Arriva la solidarietà da destra a sinistra. Carfagna: “Chi la insulta si vergogni”. Decaro: “Bellanova ha difeso i braccianti e lavorava nei campi: gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno”. E lei twitta ironica con un nuovo vestitodi ANNA PURICELLA

La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. Teresa Bellanova, neoministra all’Agricoltura risponde su twitter agli haters che l’hanno attaccata per l’abito scelto per il giuramento ieri al Quirinale. Bellanova ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv che ha “approvato” il suo look.E lei risponde con molta ironia.

Questa la risposta, ironica e positiva, a un web che ieri si era scatenato senza risparmiare insulti e offese a Bellanova, soprattutto su Twitter. Dove figura ad esempio lo sgradevole affondo di Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali e poi portavoce del Popolo della libertà: “Carnevale? Halloween?”, scrive in un tweet, ma la sua ironia gli si ritorce contro. #TeresaBellanova diventa il primo hashtag nei trending topic di Twitter in Italia, in tanti replicano esprimendo solidarietà alla nuova ministra e in poche ore diventa virale anche l’hashtag #qualcosadiblu.

“Ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età – il commento di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia – Combatterò contro i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”.

POLITICA

Critiche social alla ministra Bellanova: “Ha la terza media”. Ma il Pd la difende: “Ne ha tutto il diritto”

Altro punto attaccato dagli hater, quest’ultimo: Bellanova ha la licenza media, ha lavorato nelle campagne pugliesi come bracciante ma sin da ventenne era impegnata nel sindacato e si è battuta a lungo per contrastare il caporalato. Nella sua carriera è stata anche viceministra dello Sviluppo economico, sia nel governo Renzi che nel governo Gentiloni. “Quelli che non hanno argomenti fanno così, ti attaccano sul vestito, le scarpe, i capelli e il peso – scrive Laura Boldrini rivolgendosi direttamente a Bellanova – Si accaniscono sul corpo pensando di farti soffrire, ma forse non hanno idea di che persona sei e quale sia la tua tempra”.

Capezzone denuncia di aver ricevuto minacce di morte dopo il suo tweet, intanto la solidarietà nei confronti di Bellanova non fa che crescere: le inviano messaggi di sostegno tanti politici – Matteo Renzi, Dario Stefano, Piero Fassino tra gli altri – e semplici cittadini. “Sono laureata, ho un dottorato, insegno all’università – scrive ad esempio Monica – Non riesco a indignarmi perché Teresa Bellanova è diventata ministro con la terza media. Sarà che sono circondata da “professoroni” che potrebbero giusto portarle la borsa”.

E anche la sua Puglia non manca all’appello. In un lungo post il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci Antonio Decaro interviene sul caso: “Teresa Bellanova ha difeso i braccianti per tutta la vita e da ragazza lavorava nei campi come mia nonna. Come lei è serena, determinata e tosta. Gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno. Io qualche volta ci ho litigato, faccia a faccia. Non lo consiglio a nessuno”. Dal canto suo, Magda Terrevoli (presidente Comitato unico di garanzia della Regione Puglia, già presidente della commissione regionale Pari opportunità) aggiunge: “Teresa ha una bellissima storia ricca di impegno e di visione. Quanti di voi possono dire altrettanto?”.

Con il passare delle ore arriva la solidarietà di quasi tutto il mondo politico. Dalle donne del Pd ad altre esponenti di Forza Italia. Parla anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani: “Caro ministro, ‘non ragionar di loro, ma guarda e passa’. Ti giudicheremo sui fatti. Buon lavoro”, dice. Solidarizza il mondo sindacale. indacato. Dalla sinistra che pur critica la Bellanova per la sua adesione al renzismo (“Insulti sessisti e classisti, ma il paragone con Giuseppe Di Vittorio non regge” per Rifondazione comunista).

Dai neoalleati di governo del M5S: “Gli insulti rivolti in queste ore alla neoministra Teresa Bellanova sono atti ignobili che offendono tutta l’Italia. In politica la dialettica può raggiungere anche alti livelli di scontro e tensione, ma deve essere sempre un confronto su idee differenti. Tante volte a noi del Movimento 5 Stelle è capitato di dissentire esplicitamente da quanto sostenuto da Teresa Bellanova e dal Partito democratico – scrive la delegazione del M5s della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere – Chi invece rinuncia a stare nel campo dei contenuti e si lascia andare a volgari attacchi alla persona qualifica il suo stesso comportamento: indegno. Troppo spesso questi comportamenti scaturiscono per il solo fatto che l’obiettivo è una donna. Inaccettabile”.

Si concentrano sul sessismo degli insulti anche dalla Fondazione Iotti. Ma nella levata di scudi in difesa di Bellanova ci sono pure Renato BrunettaGiorgia Meloni Maurizio Gasparri: la loro solidarietà però si associa alla constatazione polemica di essere stati sempre oggetti di attacco e di non avere ricevuto solidarietà da sinistra. E c’è anche chi non c’è la fa proprio a cambiare registro. “Fai il ministro con la terza media e ti lamenti pure? Almeno il pudore del silenzio, altro che solidarietà”, twitta Francesco Storace. Mentre Carlo Calenda, appena uscito dal Pd, per difendere Bellanova attacca Di Maio: “Non può neanche allacciarle le scarpe, non si possono fare paragoni con il curriculum di Bellanova”.

No Antonio Valente anas, architetto, scenografo e costumista teatrale e cinematografico italiano è nato a Sora

Antonio Valente, architetto, scenografo e costumista teatrale e cinematografico italiano è nato a Sora (Frosinone) il 14 luglio 1894. Laureatosi alla scuola superiore d’architettura di Roma, subito dopo la I guerra mondiale si recò per cinque anni a Parigi dove realizzò le scene di alcuni sketches d’avanguardia su testi di A. Aniante. Fu per due anni a Berlino,approfondendo lo studio della scenotecnica e dell’illuminotecnica. Tornato a Roma entrò al Teatro degli Indipendenti di Bragaglia. anas

A Venezia diresse una compagnia di balletti italo-russi, con intenti d’avanguardia, con i quali sperimentò un tipo di scene mutabili a vista mediante effetti di luci colorate. Per temperamento portato alla “rivoluzione permanente”, Valente potè riallacciarsi alla tradizione senza dimenticare le proprie origini, come dimostrò nell’ardita concezione scenografica de “L’opera da tre soldi” di Brecht. Valente oppose alla scena dipinta la scena costruita, con la sua spazialità tridimensionale. Suo il merito di aver progettato i Carri di Tespi, teatri popolari itineranti. Svolse una considerevole attività come scenografo di prosa e d’opera. Vincitore nel 1930 di un concorso nazionale, progettò un grande teatro drammatico di Stato da erigere su un’area di 5.000 metri quadrati nella zona di Castro Pretorio a Roma (la cui costruzione si attende ancora…). Fondò gli stabilimenti cinematografici di Tirrenia, ha svolto l’attività di architetto in Italia e all’estero, in Turchia, Romania, Venezuela. Ha partecipato a importanti mostre di scenografia a New York, Vienna, Berlino, Dusseldorf, Parigi, Venezia e Roma.


Ha collaborato a riviste di scenotecnica teatrale e cinematografica e all’enciclopedia dello spettacolo.Sulle scene liriche, dalla Scala all’Opera di Roma, al Maggio musicale fiorentino, legò il proprio nome a Puccini (Madama Butterfly), a Verdi (Falstaff) e a Strawinsky (Edipo Re). Valente ha collaborato a numerosi film come scenografo: Camicia Nera, Villafranca di G. Forzano, La vedova di G. Alessandrini, La peccatrice di A. Palermi.

Ma il contributo più importante di Valente al cinema è stato la realizzazione del Centro Sperimentale di Cinematografia appositamente ideato per una scuola modello e un centro studi per l’insegnamento tecnico-artistico cinematografico. Valente realizzò per la prima volta in Italia un complesso organico, completo di tutte le strutture necessarie. Valente propone una palestra razionale, attrezzata in tutte le necessarie componenti, realizzata nel 1936 sull’area prospiciente Cinecittà e dove lo stesso artista tenne cattedra di scenotecnica e scenografia fino al 1968. Valente Valente concepisce la struttura in modo tale che ogni elemento fosse organicamente collegato ad altre situazioni, in un rapporto di continua integrazione. Per il Centro sperimentale di Cinematografia egli progetta e realizza una costruzione di circa 5.000 mq, comprendente l’edificio scolastico centrale sviluppato attorno ai due cortili e i teatri di posa dotati degli elementi più moderni e pratici per la lavorazione e per l’insegnamento tecnico, artistico e di produzione. Nel progetto iniziale si accede all’edificio tramite la scalinata e l’ampio porticato di facciata. Il primo fabbricato accoglie sul piano rialzato una piccola sala di proiezione.

La costruzione del Centro di Antonio Valente Una mattina del lontano giugno 1934 fui dal dott. Luigi Chiarini, allora Commissario della Scuola di recitazione presso l’Accademia di S. Cecilia, invitato a passare al suo ufficio: mi parlò subito con entusiasmo da neofita della costruzione di una scuola modello per l’insegnamento tecnico-artistico cinematografico, sollecitandomi lo studio e l’esecuzione del progetto di massima.

A quel tempo si affacciavano problemi di rinnovamento del teatro e più ancora del cinema, con conseguente necessità di formare nuovi e più larghi quadri di artisti, tecnici, addetti alla produzione, i quali potessero essere immessi gia preparati nell’industria cinematografica. La zona scelta si presentava sopraelevata di 6 o 7 metri rispetto al terreno circostante, ma nuda e senza neppure un arboscello però la posizione sua dominante mi dava una segreta gioia di aver scelto bene e già lo vedevo animarsi da vasti lineari manufatti collegati da patii e viali alberati in cui pini messi a dimora qua e là si sarebbero stagliati solennemente nel cielo e avrebbero inquadrato anche dal fondo, sull’orizzonte, la bruna corona dell’antico acquedotto romano […]

Su questa zona, dunque alquanto ridotta, ma sempre abbastanza vasta, progettai il Centro Sperimentale di Cinematografia, il primo nel mondo come importanza ed efficienza.Voglio antonio valente anas dire che se anche allora vi siano state sporadiche scuole teatrali, queste si limitavano sempre alla sola branca di recitazione impartita a pochi allievi, servendosi spesso, come sedi, di piccoli teatri in disuso o di sale più o meno vaste. Mai però era stato sino allora creato un complesso costruttivo così vasto e complesso come il nostro Centro, che istituiva corsi completi per tutte le branche: tecniche, artistiche, di produzione , e che oltre all’insegnamento poteva dedicarsi attraverso i moderni laboratori, all’uopo istituiti, alle ricerche ed alle esperienze necessarie per i nuovi apporti tecnici interessanti a migliorare l’industria cinematografica.

Ebbe infatti subito grande risonanza anche all’estero: immediatamente altre nazioni ci copiarono l’iniziativa e molte furono le visite meravigliate degli stranieri interessati. Vollero visitarlo, vederlo in funzione, e debbo confessare che anche personalmente mi pervennero spesso richieste di foto, grafici del progetto, dall’Egitto, dalla Francia, dalla Rumenia, dalla Polonia. Questo fu, al suo nascere, il battesimo più ambito del Centro Sperimentale di Cinematografia. […] Antonio Valente architetto cine – teatrale e la progetazione del complesso polifunzionale del Quadraro Le fasi di sviluppo del Centro Sperimentale dagli anni trenta agli anni ottanta Sin dal giugno 1934 Luigi Chiarini, allora Commissario straordinario della destituenda Scuola Nazionale di Cinematografia, aveva incaricato l’architetto Antonio Valente di studiare il progetto di massima per un modello di scuola organica e multidisciplinare, articolata fra sperimentazione pratica e preparazione culturale. Il progetto viene presentato una prima volta nel dicembre 1936. I lavori iniziano presumibilmente alla fine del 1937 e all’inizio dell’anno accademico 1939-1940 la scuola si installa nei locali definitivi di via Tuscolana, inaugurati il 16 gennaio 1940 con la visita ufficiale del Duce che, nell’occasione, definisce il Centro come “la premessa indispensabile, ma già realizzata, per raggiungere il primato della Cinematografia italiana.” Il Centro Sperimentale è infatti una delle prime scuole di cinematografia nel mondo, soprattutto per la sua concezione architettonica, diversificata nelle funzioni ed efficiente. Per il Centro Sperimentale di Cinematografia Valente progetta e realizza una costruzione di circa 5.000 mq, comprendente l’edificio scolastico centrale sviluppato attorno ai due cortili e i teatri di posa. Nel progetto iniziale si accede all’edificio tramite la scalinata -che segue I’orografia del terreno -e l’ampio porticato di facciata. Il primo fabbricato accoglie sul piano rialzato: una piccola sala di proiezione; un’ampia aula collettiva; una grande sala di recitazione; il gabinetto scientifico di ottica con il relativo laboratorio di sviluppo e stampa fotografica e guardaroba; il gabinetto scientifico di scenografia con annesso laboratorio e i reparti per il disegno e per l’esecuzione di piccoli plastici; lo spogliatoio per i generici seguito dai camerini per gli attori muniti di bagno e sala trucco; il bar; un magazzino per mobili e attrezzi; un teatro di posa per la lavorazione artistica delle scene; locali per decoratori, stuccatori e miniaturisti; un grande locale per il parco fotoelettrico; un secondo teatro di posa; i camerini per le attrici muniti di sala trucco e bagno e seguiti dallo spogliatoio per i generici; un’aula per i figurinisti con annesso laboratorio e ambienti per la coloritura delle stoffe, gli essiccatori, ecc.; il gabinetto scientifico del sonoro con i relativi laboratori e guardaroba (a); la biblioteca; la segreteria; gli uffici della direzione con la sala d’aspetto, l’archivio, la segreteria. Nel seminterrato sono dislocati: un laboratorio fotografico di sviluppo e stampa con camere oscure; la palestra di danza con annessi spogliatoi e docce ; due cineteche per conservare nuovi e vecchi film di cui il corso di Storia del Cinema oppure la Direzione Generale per la Cinematografia si sarebbero potuti servire per scopi didattici; salette di esercitazione per il montaggio con moviola Prevost e relativi camerini studio per gli allIevi registi; la sartoria; una grande sala-tipo di proiezione capace di 250 posti e dotata di una cabina a doppio posto per film sonori a passo normale; la sala di sincronizzazione dotata di recording e mixer; il parcheggio macchine. Per rispondere alle specifiche esigenze della scuola il progetto del 1936 subisce alcuni ampliamenti e modifiche prima dell’inizio dei lavori. Sul prospetto principale, al di sopra del porticato d’ingresso, è aggiunto un Salone per le Conferenze. Nella prospettiva di attivare nel Centro un’autonoma produzione coinvolgendo gli allievi e permettendo loro di fare pratica professionale nella lavorazione vera e propria dei film, su suggerimento di Blasetti, vengono cambiati i reparti di lavorazione. I due piccoli teatri di posa di metri 7x30x15 ciascuno adibiti esclusivamente all’insegnamento, sono sostituiti da un unico grande teatro di metri 15,30x50x25 (alla sommità delle capriata raggiunge i 20 metri d’altezza), dotato di un parco lampade di circa duecento unità. Il Teatro n. 1, uno dei più grandi allora nel mondo. Su progetto di Valente nascono il Teatro n. 3 di m. 48×22 43 e, per fini didattici, il Teatro n. 2. In un secondo momento, presumibilmente nella seconda metà degli anni Quaranta, vengono costruiti all’esterno dell’edificio principale appositi cellari per la raccolta sistematica delle pellicole cinematografiche infiammabili 48 e, a pochi metri, la mensa della casa di produzione Universalia, a pianta circolare e tetto a pagoda. La funzione specifica di qualsiasi struttura non è, mai studiata e progettata come elemento isolato, bensì come elemento organicamente collegato ad altre sistemazioni, in un rapporto di continua integrazione. Seguendo il filo di questo discorso per cui tutto è concepito secondo la logica del rapporto uomo-ambiente (sia esso di lavoro, svago, impegno, cultura, quotidiana abitazione), Valente sposta progressivamente la propria attenzione dall’architettura per il cinema all’architettura civile all’urbanistica. Il Centro Sperimentale di Cinematografia può essere considerato la sintesi delle capacità tecniche e artistiche di Antonio Valente.